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Povero Socrate, così buono e intelligente! Egli non aveva nessuna intenzione di disturbare la gioia di quel convito: era quella malattia della verità!

E chi non beve il dolce vino della favola, ma si ostina a bere l’acqua cruda della verità, corre il rischio di rotolare e far mala fine, come San Francesco gran bevitore d’acqua, che, per contemplare l’alta verità, rotolò dal monte della Vernia.

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Sul far dell’alba ognuno se ne tornò alle sue case.

Ma Socrate era ancora lì con il suo buon Apollodoro sulla riva del mare.

Parlò allora Apollodoro, che per timidezza mai aveva parlato durante il banchetto.

— Quale splendente verità tu hai detto, Socrate mio, — esclamò Apollodoro con venerazione, — più bella e luminosa dell’occhio del sole che ora sorge e accarezza l’Acropoli.

— Considera, considera, Apollodoro mio, — diceva Socrate, — anche queste altre verità.

— Quali, Socrate?