— Elvira!

— Confessalo, tu lo odii....

— Io non ho mai detto simili leggerezze di odiare il ciclismo: ho detto e affermo che questa frenesia per lo sport eccede i limiti del buono e normale esercizio fisico.

— E io invece — disse garbatamente la signora — sarei felicissima che tu imparassi a montare in macchina; si farebbero delle gite in campagna, con dei tête-à-tête graziosissimi, specialmente in giorni così belli come questo; e gioverebbe anche a diminuire quel certo embonpoint che non forma la tua qualità più spiccata. Consulta un medico e ti dirà se io ho ragione.

***

E quando uscimmo dall'aula trovammo la solita fila dei tre bambini di cui la signora in cinque anni di matrimonio avea onorato il signor marito.

IL TRIONFO
DELLE ROSE.

Il trionfo di Mimì che amava tanto le rose, è nella sua umiltà fra i più gloriosi di cui io abbia ricordanza.

Come eravate magra! Tutta occhi, tutta capelli, tutta tristizia, tutta bei denti bianchi! Diafana e preziosa anche allora come una perla!

Il mio amore per voi fu una di quelle febbri acute dei vent'anni che non si dimenticano più!