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Era una di quelle dolci mattine che a chi ben guarda e sente, sembrano un consiglio di pace che la terra e le piante danno agli uomini, quando Almerigo Crosio e Puccìn si trovarono soli nel treno.

— Vienci a trovare! — aveva detto la balia.

— Sì, vi verrò a trovare — aveva risposto gravemente Puccìn in piedi sul treno, come una reginella che rende omaggio ai vassalli.

Ma Piero Medici aveva scosso il capo e avea preso per mano la moglie: — Andiamo, via, andiamo! — e si erano allontanati prima che il treno si movesse.

Ora, fuggendo il treno, si videro per qualche istante i due balii che si allontanavano curvi, lungo la via bianca, senza più voltarsi.

— Il zio Piero e la zia Nena — disse Puccìn con l'abituale sua placidezza, additando.

— Ci volevi bene?

— Oh sì, Puccìn ci vuole tanto bene!

Ma Puccìn in quell'istante era molto occupata ad osservare la nuova e instabile dimora dove si trovava.