Dove è la verità? prima o poi? Eh, chi lo sa! Non lo sapeva nè meno Pilato, uomo positivo e proconsolo di Roma presso Giuda: anche egli si chiese: «Che cosa è la verità?»
La verità che io so in proposito è questa: Prima vuol dire che voi siete giovane e poi vuol dire che la morte si è allacciato le coreggiole dei suoi sandali per venire a farvi una visita.
Questo io so. Il resto lo sanno i filosofi patentati.
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Refrattario all'amore!
Oh, altra cosa è la superba castità del maschio, giovane e bello intento al pensiero, e altra cosa la castità dell'uomo il quale un bel giorno si avvede come le donne non abbiano più in suo onore quelle due qualità seducentissime che sono la Civetteria ed il Pudore. E se ancora elle vi ascoltano, o serie o pietose, ridono di voi sotto la gonna!
Forse è per quest'unica ragione che i passerotti hanno smesso di cantare in vostro onore; e i fiori del maggio non hanno più tinte inebrianti.
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Lo spirito critico di Leo, in sui vent'anni, trovava che il mondo e le istituzioni degli uomini erano bensì andate male dal tempo della creazione sino allora, anzi molto male! ma è presumibile che in lui fosse la convinzione profonda che per l'avvenire le cose dovessero modificarsi compiutamente: passare, cioè, dallo stato empirico e del sentimento a quello della ragione pura e della luce scientifica. In somma il mondo aveva avuto la delicata attenzione di aspettare a mutar la strada vecchia per la nuova proprio finchè egli, Leo, non fosse venuto all'onore della vita; e questo fenomeno che accadeva a Leo, giovane di alta intelligenza, accade anche a molti imbecilli.
Bellissimo fenomeno anche questo di rifrazione ottica, prodotto dall'effetto dei venti anni sulla intelligenza, e che ha in sè il beneficio di spingere l'uomo verso l'attività e verso la fede nella vita.