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La cronaca non registra se Leo parlò con entusiasmo; registra solo che Regina ebbe il posto desiderato, e siccome «bene a chi ci fa bene e male a chi ci fa male» oramai è la massima pagana e pratica di Regina, così ella manifestò la sua riconoscenza in maniera tale da far desiderare a Leo che quell'ufficio non le fosse stato in alcun modo concesso.

E la prima manifestazione di riconoscenza consistette nel frequentare assiduamente tutte le lezioni di economia politica, tenute da Leo.

Fra quel gran concorso di giovani che accorrevano ad udire la convinta e dotta parola di Leo, la penna d'airone era la prima a comparire nel primo banco dell'aula.

Come già un tempo s'accoglievano le turbe ad udire la buona novella dei seguaci di Cristo, così oggi, per quel misterioso fascino che ha la modernità della vita, accorrono le genti ad ascoltare chi loro parla di rinnovata vita, di rinnovate coscienze nell'umanità nuova.

Con questa pietosa illusione il conquistato pane sembra più dolce, e, al di là del velo del pianto e del sangue, si vede risplendere il prato fiorito dell'Asfodelo! Vecchia istoria!

Se non che Regina guardava più specialmente il volto dell'oratore. Ella inoltre era ignara del tutto di certe teorie, di certe voci e ne chiedeva contezza, ed erano come dei supplementi di lezione che Leo era obbligato ad impartire fuor dell'aula a questa troppo diligente scolara; e una volta, d'aprile, Leo fu sorpreso di trovarsi sotto i tigli suburbani in compagnia di Regina. Ma i tigli furono anche più sorpresi di Leo. I tigli odono tutte le coppie che si attardano sotto le loro ombre, ragionare di amore.

Quella coppia invece, di Leo e di Regina, in quel vespero d'aprile parlava e dissertava di filosofia. Leo era ottimista. Regina pessimista più che mai.

— Via, signorina, parliamoci chiaro — disse in fine Leo — per voi donne l'umanità consiste e si compendia in un uomo solo: il mondo è buono o il mondo è cattivo secondo che l'uomo con cui avete avuto a che fare vi ha trattato bene o vi ha trattato male. Questo modo di giudicare è troppo soggettivo: facciamo una cosa più semplice: parliamo in tal caso di voi. Il vostro amante vi ha lasciata? Il vostro ex amante ha preso moglie? e vi pare che tutta l'umanità si debba risentire di un fatto che riguarda voi sola? Io posso essere dolente per voi, cara signorina, ma noi siamo immuni da ogni colpa nella vostra questione personale.

— Ed è tutto qui lo sbaglio, caro signore, — disse Regina — sa lei quale è la vera questione sociale? La donna! Un uomo mi ruba il capitale della vita: un uomo, freddamente, un bel giorno viene e vi fa questo discorso chiaro, come mi fece il Torri: «Tu mi ami, è vero? Ebbene, io ho bisogno di un sacrificio dal tuo amore. Io voglio far carriera nella vita. Se io sposo te, ecco quale è il nostro avvenire: un posto di ginnasio inferiore in Sicilia od in Calabria per me: il mestiere di lavapiatti per te: una mezza dozzina di figliuoli da sfamare per ambedue. Ora questa prospettiva non va per me, e credo che tu pure avresti a pentirtene in breve. Ora io voglio fare una carriera splendida e una vita bella. Per tutto questo ci vuole una base economica.» Egli, capisce, Leo, ragiona come voi socialisti: la base economica!