— Ma il cappello, Giulio, ma tu, Rina, l'ombrellino — aveva detto Nadina in sull'uscio e in gran faccende per mettere a sesto la dimora.
— Lasci andare, signorina, il sole presso il mare non nuoce.
Un uomo che passava aveva detto così, assai dolcemente.
— Ma un'insolazione, signore, è presto presa. Qui non c'è medico, non c'è farmacia, siamo donne sole....
— Il sole vicino al mare — replicò l'uomo — è buono, buono come questa spiaggia: non tema, li lasci correre liberamente.
E l'uomo si era allontanato togliendosi nel salutare un suo gran cappello di paglia bianca.
Quell'uomo in ogni altro luogo fuorchè in quella spiaggia dove i bimbi e anche le giovanette andavano scalze, molti giravano in semplice accappatoio, le signore avevano abolito l'uso dei cappelli — sarebbe parso assai strano.
Sandali francescani ai piedi nudi, un abito di rigatino, più che semplice, negletto, bel profilo signorile e dolce, dolce sguardo, alta e forte persona, barba bionda, virile, fiorente in pieno meriggio della vita.
Quell'alta figura si allontanò lungo le dune lentamente.
Anche i pennelli e la tavolozza di Nadina furono lietissimi: le barche, le vele latine, i pini snelli coronati di verde, i grandi sciami dei bimbi, alcuni de' quali stupendi, formavano la messe di colore e di linee che Nadina avrebbe raccolta.