E distribuiva degli ottimi saponi. I monelli si allontanavano con degli sgambetti di festa, e l'americana era felice di quell'entusiasmo per i suoi saponi, e della sua pronta cura di incivilimento dei petits sauvages. Ma l'illusione fu di breve durata. I saponi finivano nelle botteghe e se ne faceva incetta. Del che ella fu indignatissima. Inoltre quel continuo ripetere sale e saleté originò il nomignolo di signora «Salina» che scandalizzò molto la dama.

Però più che tutto questo deve avere contribuito al suo malanimo un'altra ragione meno confessabile: La signora avrebbe voluto essere qui considerata come una regina da tutti, con omaggi, vassallaggi, ossequi, baciamani.

Ma la gente vien qui per fare i bagni e godere la propria libertà, nè d'altronde in questa provincia si conoscono quelle raffinatezze degli usi, della moda, delle convenienze la cui violazione costituisce per lei il supremo oltraggio. La vertu c'est la politesse! Ma questo assioma moderno qui è poco inteso. Quindi disgusti, malintesi, maldicenze. Ora la dama ha messo le muraglie della Cina attorno a sè con la guardia del cane danese. Piccole miserie, insomma!»

Queste le informazioni.

Esse però non erano tali da dover rifiutare l'offerta e Nadina accettò più pei fratelli che per sè. Una saettia di legno di cedro, squisito lavoro di perfezione e di grazia, già aveva attirate le voglie de' due fratelli, giovinetti oramai fiorenti nella bella adolescenza.

Capanno, yole o saettia, come meglio vi talenta chiamarla, servitù, marinaio, tutto fu posto a disposizione di Nadina e de' suoi.

Quando poi Mrs. Evelyne seppe che Nadina dipingeva, che parlava il francese, furono grandi oh! grandi Jesus! di ammirazione. Nadina inoltre accettava volentieri una tazza di tè «mentre questi sauvages non bevono che dell'orribile vino».

La compostezza rigida e signorile della bellissima fanciulla piaceva molto alla ricca dama; e il complimento più ingenuo e più ammirativo era questo: «Non parete nè meno italiana».

Non pari ammirazione aveva Nadina per la dama: pareva quasi studiosa che la relazione non mutasse in intrinsichezza, come colei mostrava gran desiderio.

La dama straniera rappresentava per la fanciulla un'eccellente sedia di vimini all'ombra per la mamma, la saettia per i fratelli, e perciò aveva cara la nuova conoscenza.