Nemmeno i due preti badàvano a lui, e la bandierina era invano affissa su l'elmetto. Un frèmito, un singulto d'affetto per quella bandierina, mi agitava.

I due preti mangiàvano tagliatelle col ragù. Ambedue avèvano aspetto campagnuolo. L'un prete era poderoso, giòvane, nero. L'altro era un flòrido uomo d'un colore biondìccio, e il sudore cadeva per suo conto, dalle rotonde gote, sul collare. Con mossa automàtica del tovagliolo il prete asciugava il sudore, e scacciava le mosche. Una questione, quasi teologale, era intavolata fra i due.

Com' vala sta fazzenda — diceva con voce in falsetto il prete color carota — che se me, che se io màngio tagliatelle sottili, sento un umore, se màngio tagliatelle larghe, ne sento un altro?

Il prete nero sosteneva con voce profonda che ciò proveniva da Dio che faceva entrare in funzione speciali nervi per gustare le tagliatelle strette, ed altri nervi per gustare le tagliatelle larghe.

Ma il prete rosso in questa faccenda delle tagliatelle era d'opinione che Dio non ci entrasse; ma piuttosto la cuoca ed il cuoco, il tagliere e la coltella. Essi non si accordàvano nella metafìsica della questione, ma si accordàrono nella parte sperimentale, perchè seguitàrono ad ordinare diversi piatti di tagliatelle larghe, alternate con tagliatelle strette.

Io stavo sempre meditando qualche ragionamento straordinàrio per confortare il soldato, ma non osavo cominciare perchè avevo paura che dalle labbra di lui uscisse qualche imprecazione contro quella bandierina; come già, a Borgotaro, dalle labbra del vècchio lavoratore contro la santa terra.

*

Il soldatino non c'era più.

Uscii dall'osteria, girai per le vie della città, oramai deserte nell'ora della siesta. La città dove ero vissuto nell'adolescenza, dove èrano le case degli avi, la casetta della mamma! Ma la città io non la riconoscevo più: vecchi quartieri èrano scomparsi: vie nuove, case nuove, in nuovo stile èrano sorte. Anche le persone non le riconoscevo più. Stupii di me stesso: «se sotto questa terra non ci fòssero i miei morti, io la guarderei con la stessa indifferenza delle terre iperbòree, dove non sono mai stato.»

Poi mi colse un altro stupore: stupisco vedendo volti di persone che èrano vive allora. Allora anch'io sono vivo, e anche di questa cosa ho stupore. Ma come sono ben conservati! Come hanno fatto a conservarsi così? Essi èrano maravigliosamente conservati. Io sono vivo, ma devo èssere così mutato che essi non guàrdano nemmeno.