— S'è fatto un mondo così superbioso, così aristocràtico con questi forestieri, che l'è una vergogna! Ma non ci si stava bene in due?

E indicava i quattro cuscini, che io mi ostinavo ad occupare da solo.

«Prete, prete, egli è che io poco amo i làici che vanno al mercato; meno poi i chièrici!»

Ed il prete rimase lì, su la piazza, a querelarsi contro la aristocrazia.

Passò il borgo di San Giuliano, passàrono le Celle, dove è il Cimitero. Me ne accorsi dal rumore delle ruote sul passàggio a livello. Allora soltanto levai la mano dagli occhi.

*

Per la grande via Emilia, per quella che fu già la via Romea, fra le siepi bianche di pòlvere, scendèvano alla città, festosamente, baroccini, contadini, coi cesti delle verdure fresche, del pollame vivo che canta, delle uova, delle frutta rugiadose. Questa gente che vuol mangiare; questo mondo che ogni mattina vuole vivere!

Garrìvano in alto le ròndini.

Antica via Romea, che costèggia il lido adriano, quanta gente passò! Passàrono i legionari, passò il gran piede dei Goti, passò il piedino di Francesca. Ma forse ella venne di Ravenna cavalcando un bel destriero.

Beato il mio vetturale che non sa nulla di queste cose!