Accese un'altra sigaretta.
La cosa oscena per lei era l'uomo. — Ma che el creda, — disse — l'omo, se no se ghe dà el clorofòrmio, se no lo se brutaliza, no se ghe cava fora gnente. Bisogna adatarse a tutti i sporchessi de l'omo. Ella non si adattava, e perciò era pòvera.
La biondina dormiva oramai. Io la guardavo di sfuggita di tanto in tanto. Una purità angèlica pareva affiorare su la dormiente. La bruna si trovava in istato di euforia verbale, e continuava:
— Lu nol me credarà. Ma co tuto quelo che go visto, co tuto el mondo che go viagià, go conservà ancora i gusti de quando che giero una puta d'onor a Venèzia! El me creda che mi piutosto de i patè, de i flan, e tuti i pastroci de le cene de i restaurants, go più caro un bel piatin de figà a la venessiana, fato da per mi, co la so bela sèvola frita pulito.
Queste dichiarazioni di gusti sèmplici e naturali, unitamente alle sue disposizioni fisiològiche e non oltre, disponèvano in favore della moralità della signora. Ma age quod agis prima di tutto, come dice la antica sapienza. La signora poteva concorrere ad un pìccolo diploma di onestà; ma certo non era nata per appartenere all'almanacco di Gotha dell'alta sozzura; e a suoi tempi il magnìfico Bandello non la avrebbe giudicata meritèvole della laurea di cortigiana onorata.
In secondo luogo non nasconderò che quel piattino di fègato con la cipolla soffritta mi aveva disgustato. Ne sentivo quasi il puzzo. Ella continuò noiosamente a parlarmi delle sue segrete aspirazioni che èrano quelle di ritornare in grembo alla vera onestà.
Allora io le dissi:
— Ma non mi pare, signora, che anche nello stesso stato presente, lei sia fuori della circoscrizione dell'onestà. Scusate, signora, avete rotto la fede? No, perchè non l'avete mai data! Avete qualche suicìdio su la coscienza? Nemmeno. Avrete dato scàndalo e certo questo vostro vestire è perturbante; ma voi potete ben dire: «è professionale»; ma anche altre donne, ritenute oneste dal mondo, commèttono scàndalo, purtroppo! Avrete acuito qualche desidèrio, ma la colpa fu del padre Giove che volle mèttere questi incendi nel sàngue dell'uomo. L'avete acceso, ma l'avete anche spento con onesta fisiologia, senza lasciar memòrie dannose. Ma ben più riprovèvoli sono quelle donne le quali accèndono le fiamme e non le spèngono, o le spèngono male. Per me voi siete una donna onesta, anche se la società vi giùdica diversamente.
Le mie parole non la commòssero. Speravo che, dopo avere udito le mie liberali opinioni, esclamasse: «Lei è un vero uomo!». No, disse soltanto: «Mi digo che lu el xe un cèrego, de quei che fa le prèdiche».