— Ma che mostruoso piatto — dissi. — Lei ne ha portate per due.
— Ne màngia fin che vuole.
Molto eccellenti e toste.
Avèvano un afrore fresco e quasi carnale.
È necessàrio rinunziare anche alle tagliatelle.
Calava il vèspero. Il vino mi fece vedere Bologna, la rossa, Bologna d'altri tempi quando non èrano sorti i deformi casamenti e il pòrtico del Pavaglione odorava di felsina, e di gaggie, in quella sua composta signorilità. E si vedèvano i pochi edifici sopra i colli imminenti, spiccàvano con purità ellènica.
Poi, non so come, sentivo mormorare questi versi del pòvero Severino Ferrari:
Vedi?
L'alba s'accende ed alza le ben cento
Torri Bologna fùlgida a' tuoi piedi.