E Severino Ferrari richiamava Biancofiore:

O Biancofiore, i tuoi riccioli d'oro

Come belli dormian sovra il tuo sen!

E allora anche Carducci, così maldestro a cantare d'amore, si commoveva per consenso, e sospirava:

O alti pioppi che tutto vedete,

Dìtene, adunque, Biancofiore ov'è?

Capìtolo XI.
IL SOGNO DELLA GARDÈNIA.

Ma quando fu notte e mi addormentai, ebbi una strana visione di sogno. È vergognoso! ma sono stato io il Creatore della vita, degli uòmini, delle gardènie? Chi era quell'uomo dalla età e dalla barba a cirri veneràbile? Pareva Leonardo da Vinci, il savìssimo; o Catone l'uticense, il moralìssimo.

Ma il luogo dove il veneràbile uomo si trovava pareva la Corte dei Miràcoli. Notte fonda: qualche lume, e dagli angiporti un animarsi, un brulicare, come le cìmici, di meretrici rosse, di meretrici gialle. Uomini priapei, malviventi, cinedi. Orrìbile sozzura notturna.