L'illustre e venerando filòsofo si dichiara molto dubbioso a rispòndere a questo problema: «se la bontà sia all'altezza del nostro incivilimento materiale». Ma che succede? Una ventata di pessimismo passa anche per il cervello, sempre in perfetto bilàncio, dell'onorèvole Luigi Luzzatti? Sembrerebbe che sì, e la cosa mi fa dispiacere perchè non vorrei che gli dovesse far male. Un uomo che non ha mai dubitato della nobiltà dell'umana natura, dubitare ora in così tarda età? Gli potrebbe far male. L'ottimismo non è soltanto una filosofia, ma anche un eccellente digestivo.

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Ecco il diretto si arresta: Viarèggio. Oh, finalmente! Il proprietàrio della bella bàmbola si affretta a chiamare dal finestrino: «Facchino, facchino». È impaziente di scèndere. Consegna valige, grosse valige, scatoloni. Gira, però, ogni tanto la fàccia congestionata verso quella sua femminetta. Ella è fresca come un gelato; e non è mica infondato il sospetto che quei grossi imberbi degli ufficiali non àbbiano diritto di rinfrescarsi un poco al contatto di quel gelato di carne. Affare sèrio anche questo della proprietà! Ma non succede nulla. Il grazioso balocco pei grossi bambini si alza placidamente: alzàndosi, làscia cadere a terra il giornale coi bimbi infilzati: raccòglie solamente le rose, discende piano, con gràzia, con amàbile stento.

L'alta penna ondèggia su la folla, densa alla stazione di Viarèggio.

Molta gente è discesa a Viarèggio: il treno è quasi sfollato. Si riprende la corsa. Le Alpi Apuane àprono in fondo il loro scenàrio bianco di marmi. Sento con emozione gridare un nome: Pietrasanta. Qui è nato Giosuè Carducci. Mi pare che tutta la gente debba guardare, debba dire: «Dove è nato Giosuè Carducci?» La gente non dice nulla.

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Perchè ho preso questo deserto pìccolo treno che da Sarzana va a Parma?

Non lo so. So che sono padrone di tutta la prima classe. Oh, verdi valli della Magra dalle cilestrine acque, dai tranquilli gorghi! che nostalgia di solitùdine, di pure acque, di profondi boschi, di paesàggio con poca gente! Ma dopo due ore che il treno saliva, mi venne in mente che, poi, avrebbe cominciato a scèndere.

Così avvenne che mi trovai a terra.