Nel tempo imperfetto la breve era pari a tre semibrevi ed il punctum addictionis (il nostro punto) accresceva della metà il valore della nota.

La notazione subì in seguito alle nuove teorie pure una modificazione, dovendosi abbandonare i neumi, che non indicano la durata e sostituendovi la nota mensuralis. Essa differiva poco dalla nota corale, che si era ormai venuta trasformando dal punto dei neumi. Il valore della nota mensuralis veniva fissato dalla sua lunghezza e dall'esservi aggiunta l'asta verticale. Le forme erano queste:

La questione se i neumi abbiano avuto altresì significato ritmico non è del resto peranco sciolta, quantunque sia probabile il contrario. La musica mensurata che si serviva dei segni della plana (neumi con segni quadrati sulle linee) diede però loro anche un valore ritmico, giacchè la virga del cantus planus corrispondeva alla longa, il punctus quadrato in piedi alla brevis, il punto obliquo alla semibrevis. Le canzoni francesi si scrivevano ormai a questa maniera, dalla quale si poteva rilevare con una certa precisione il ritmo, tanto più che se corrispondevano più note ad una sillaba, queste si aggruppavano insieme.

Nuovi erano altresì i segni per il tempo, le ligature ed i segni delle pause od aspetti. La misura perfetta era segnata da uno o due cerchi paralleli, l'imperfetta da un semicerchio vòlto coll'apertura a destra; il cerchio tagliato da una striscia nel mezzo indicava tempo doppiamente celere; se al cerchio era aggiunto un 3, il tempo si duplicava. Le pause erano segnate similmente alle nostre e si chiamavano pausa, semipausa, suspirium e semisuspirium. Colle ligature (ligaturae) si univano gruppi di note stringendole secondo regole stabilite senza intervallo l'una all'altra in modo da formarne figure, donde il nome di musica figuralis, che fin oggi si conserva.

Al principio del secolo XIV s'usava anche il colore (color) per indicare il tempo. Quando cioè alcune note nel tempo perfetto avevano valore imperfetto (terzine, note sincopate), allora queste si segnavano col color rosso invece del nero (notulae rubrae). In seguito si scrissero queste note, per comodità, bianche (cavatae, albae) donde derivarono poi le note bianche.

I primi mensuralisti non conoscevano ancora il significato del tempo nel nostro senso della parola (Adagio, Allegro, ecc.). Soltanto in seguito vennero formandosi le regole della Deminutio, Augmentatio e Proportio, che determinavano il cambiamento di tempo partendo dall'unità (integer valor). Queste sparirono poi un po' alla volta, quando si introdussero in Italia verso il milleseicento le denominazioni Allegro, Adagio, ecc., che le resero inutili.

Finalmente è da notarsi che la quinta linea del nostro sistema fu introdotta contemporaneamente alla musica mensuralis e che da questo tempo comincia l'uso delle chiavi, alle quali preludiavano già la linea rossa e gialla e che servivano alle trasposizioni senza cambiare nella scrittura la posizione delle note nei toni di chiesa (chiavette).