L'unica opera che si eseguisce ancora qualche rara volta è il Matrimonio segreto di Cimarosa ed essa può servire a giudicare del genere. La facilità è davvero meravigliosa, le situazioni ed i caratteri vi sono appena accennati, l'orchestra si accontenta di accompagnare. Ma la matematica regolarità del periodo musicale, il mantenere lo stesso tono, le cadenze sempre eguali, insomma la troppa regolarità e somiglianza di una parte coll'altra finiscono col destare un sentimento di tedio e monotonia, per quanto non ci sembri giustificata la nota di Schumann nel suo giornale: «tecnica magistrale, del resto piuttosto senza interesse ed in fine tedioso e privo d'ogni pensiero».

È affatto inutile il parlare dei poeti che servirono ai musicisti. La parte più debole della letteratura italiana fu sempre il teatro ed è naturale, che i libretti di opera fossero di molto inferiori alle poche produzioni drammatiche da recitarsi, perchè l'opera in musica era quasi fossilizzata per le forme ormai prescritte dalla tradizione. In ogni modo però Apostolo Zeno (1687-1750) che «tentò comporre melodrammi che stessero in pace colla logica dell'arte» e Pietro Trapassi-Metastasio (1898-1782), ambidue poeti cesarei alla corte di Vienna si innalzano su tutti gli altri ma a loro fanno difetto le maggiori doti del poeta drammatico, la verità, la caratteristica e la scienza dei contrasti.

Metastasio è del resto ben superiore a Zeno, che diventò librettista d'opera più per necessità della vita e fu piuttosto un pedante che un poeta. Mentre egli come scrive «poetava pian piano per non riscaldarsi di soverchio il capo» Metastasio poteva dire di sè:

Sogni e favole io fingo; e pure in carte

Mentre favole e sogni orno e disegno,

In lor, folle che son, prendo tal parte

Che del mal che inventai piango e mi sdegno.

I poeti posteriori non seppero del resto raggiungere neppure lontanamente Metastasio. «Molti, scrive Goldoni, si sono provati dopo di lui e valorosi e dotti; ma l'orecchio avvezzato a quei dolci versi, a que' gentili pensieri, a quel brillante modo di sceneggiare dell'egregio poeta, non ha trovato chi valga ad agguagliarlo». Difatti se i drammi di Metastasio non son capolavori, essi son ben di molto migliori di quelli dei poeti che gli successero, fra i quali emergono Gio Batta Casti e Lorenzo Da Ponte, l'autore dei libretti delle Nozze di Figaro e del Don Giovanni. Casti è l'autore dello scherzo comico: Prima la musica, poi le parole, musicato da Salieri, che è però una satira mordace dell'andazzo dei tempi, perchè come dice il Maestro nello Scherzo allora valeva quasi la massima che

«La mia musica ha questo d'eccellente,

Che può adattarsi a tutto egregiamente».