H. Goldschmidt — Die italienische Gesangsmethode des 17. Jahrhunderts, Breslau, 1890.

Aby Warburg — I costumi teatrali per gli Intermezzi del 1589 nella commemorazione della riforma melodrammatica fiorentina, Firenze.

Burckardt — La civiltà del Rinascimento in Italia, Firenze, Sansoni.

Graf M. — Die Musik im Zeitalter der Renaissance, Berlin, Bard.

Riemann — Kantaten frühling (1633-1682), Lipsia (14 cantate di Ferrari B., Cazzati, Piossi, Carissimi, Stradella).

CAPITOLO XIV. La musica istrumentale prima del secolo XIX.

La musica è fino al cinquecento o l'umile ancella della vocale o è musica popolare che si suona dai menestrelli, pifferari, ciarlatani girovaghi alle feste, ai balli. I primi monumenti della musica istrumentale sono alcune danze a quattro parti scritte in note mensurate, che datano probabilmente dal secolo XIII e non hanno che un valore storico di molto inferiore alle canzoni vocali con accompagnamento dell'Ars nova fiorentina. Di poco posteriori sembrano essere alcune Estampie (estampide), specie di danza da suonarsi colla rota o viola e les Danses Royales, pubblicate recentemente da Aubry, contenute insieme a canzoni di trovatori in un manoscritto della Biblioteca di Parigi. Ma se queste opere sono rarissime, invece è restata una quantità di musica per liuto o originale o riduzione di musica vocale per lo più polifonica, modificata secondo la natura dell'istrumento e ricca di fioriture e melismi.

Le prime forme di vera musica istrumentale sono i Ricercari e Capricci per liuto e poi per organo, consistenti in una serie di piccoli motivi da suonarsi senza interruzione e con poco nesso. Seguono le toccate per organo, a guisa di preludio o fantasia in stile fugato. Di molto differenti sono le canzoni, imitate da quelle vocali specialmente francesi e di carattere vivace e la Sonata antica, identica della canzone (canzone da suonare) e senza alcuna somiglianza colla Sonata moderna. A tutta questa musica fa difetto la forma e l'euritmia. Le composizioni, di solito lunghissime, si perdono in un periodare senza fine dove motivo segue a motivo. Ma a salvare la musica istrumentale da un arido formalismo e dall'eterna imitazione della canzone sopraggiunse l'opera lirica e con essa la nuova teoria estetica.

La musica istrumentale dei secoli XVII e XVIII è specialmente di stile concertato, alternandosi i gruppi di strumenti, perchè con ciò risultavano effetti di colorito e maggiore varietà. Le forme principali sono la Canzone, il Concerto grosso, la Sonata da chiesa o da camera sia a due col basso, sia per uno strumento solo, di solito il violino col basso. Tutte queste forme d'origine italiana furono pure accettate e coltivate anche in Germania dove però si preferì per lungo tempo la Suite.

La Canzone era dapprincipio ad un tempo in stile fugato, poi in più tempi e perde un po' alla volta ogni somiglianza colla canzone originaria per organo od altri strumenti, trasformandosi nella Sonata sia da chiesa che da camera, la prima a più tempi nello stile imitativo o fugato negli allegri, la seconda piuttosto simile alla Suite (serie di pezzi nello stesso tono con carattere dominante di danze (Pavana, Ciaccona, Gagliarda, Giga, Passacaglia, Gavotta, poi come primo pezzo il Preludio o Sinfonia, ecc.), nelle Suites francesi anche altre danze come il Loure, Rigaudon, Passepied, Minuetto, ecc.).