Altri autori italiani di Sonate per cembalo sono Bernardino della Ciaja senese (1761-1755), Giovanni Platti, Porpora, Galuppi, Pasquini, Paradisi, il padre Martini.

I cembalisti più noti di Germania prima di Bach sono il già nominato Froberger, Giovanni Pachelbel (1653-1706), Giorgio Muffat († 1704) e Giovanni Kuhnau (1660-1722) che ha per la Germania la stessa importanza di Scarlatti per l'Italia, per quanto non ne raggiunga la genialità.

Le opere per clavicembalo di S. Bach ad onta del loro grande valore non hanno per lo sviluppo della musica per pianoforte importanza pari al loro valore intrinseco, perchè il suo stile trovò pochissimi imitatori ed il gusto e la moda andavano per altre vie e preferivano lo stile galante, che si contentava di musica molto leggiera.

La musica francese per clavicembalo, che data ormai dall'epoca di Luigi XIV, ha grande differenza da quella degli altri paesi, che derivava in ultima linea dalla musica d'organo e teneva fermo allo stile fugato. Le forme sono quelle della variazione, del rondò e delle danze in genere; la tecnica è tutta fatta di melismi, trilli e mordenti — i cosidetti agréments, l'armonia ed il ritmo sono interessanti e delicati, la tecnica simile a quella della musica per liuto. Il carattere di queste musiche somigliante allo stile delle opere di Boucher e Watteau è quello di una galante preziosità con una vena di sentimentalismo. Le forme sono piccole e gracili e se a tutte queste opere scritte quasi sempre a due voci con pochissimo uso dell'accordo manca quasi intieramente la grandezza, esse corrispondono però ai bisogni estetici di una società corrotta e raffinata quale era la francese di quei tempi. Una particolarità è poi l'uso di dare a questi piccoli pezzi i titoli più strani, che non sempre hanno attinenza colla musica e sono scelti a capriccio ma che pure caratterizzano queste opere quali quadretti di genere (la Voluptueuse, les regrets, la prude, les ondes, la fleurie, l'agaçante, les bergeries).

I principali rappresentanti di questa scuola sono De Chambonnières († 1670), Claude Daquin (1694), la famiglia Couperin e di essa specialmente François Couperin (1688-1733), il più geniale di tutta la scuola, «la cui tenera melanconia sembra l'adorabile eco, che viene dallo sfondo misterioso dei paesaggi, dove languiscono le figure di Watteau» (Debussy). Bach studiò assiduamente le opere di Couperin ed alcune delle sue Suites non ne sono che imitazioni per quanto geniali.

Studiando i vecchi cembalisti francesi e la loro grazia raffinata e voluttuosa ci accorgiamo che essi sono veramente gli antenati dei decadenti francesi dei nostri giorni e che la musica di Debussy e Ravel ne deriva nella sostanza ben più che dalla musica russa ed esotica in genere. E non solo la musica ma anche i titoli preziosi delle composizioni.

Le opere per clavicembalo di Rameau appartengono pure intieramente a questo genere e non superano, anzi non raggiungono quelle di Couperin se non forse nella tecnica maggiormente sviluppata.

In Inghilterra sono gli scrittori di composizioni per il Virginale che si distinguono (Bird, Tallis, Bull, Gibbons, Morley, ecc.).

Gli antenati del violino e degli strumenti ad arco moderni sono le Viole di più specie, da braccio (7) e da gamba (6), intonate diversamente, in genere a sei corde con tasti a modo della nostra chitarra. La trasformazione avvenne a poco a poco, sicchè è forse inutile il dar tanta importanza alla questione della priorità nella costruzione del violino. L'opinione più accreditata è che il primo a fabbricare violini fosse Gaspare Bertolotti detto Gasparo da Salò (1540 o 1542-1609). Molti attribuiscono il primato a Gaspare Duiffopruggar (Tieffenbrucker) di Freising in Baviera (1570 o 1571) ma a torto come risultò dai documenti pubblicati da Coutagne. Poco posteriore a Gasparo da Salò è Giov. Paolo Maggini di Bottesino presso Brescia (1580-1632?) forse scolaro del primo. Questi due sono da considerarsi come i primi che fecero violini, sicchè non si avranno notizie sicure su Andrea Amati (1535-?-1611), il fondatore della celebre scuola cremonese. I rappresentanti più noti di questa sono: Antonio, Girolamo, Nicolò Amati; Ant. Stradivari (1644-1737), Gius. Ant. Guarnieri del Gesù (1687-1742?), Bergonzi, Ruggeri, Guadagnini, ecc. Quasi pari agli italiani fu Jacob Stainer (1621-1683) di Absam in Tirolo.

Il nome di violino e violinista si trova ancor prima dell'istrumento stesso in un documento del 1462 dell'archivio di Perugia, (Cantarinus et Quitarista seu Violinista).