Alcassar è più grande di Tanger. Le case sono fatte di mattoni, ed i tetti colle capriate a schiena d'asino, sono coperte di tegole come in Europa. Vi si trovano molte botteghe di mori e molte officine in cui lavorano gli ebrei. Questa città, quantunque ricca, mi parve trista e monotona. Vidi varie persone signorilmente vestite: qui tutte le donne portano le calze, e sortono come a Tanger sempre coperte con un velo.
Il cielo in questo giorno fu sempre oscuro, ed insoffribile il caldo soffocante dell'atmosfera nebbiosa. Il governatore d'Alcassar mi fece portare alle otto ore della sera un'abbondante cena, ed accrebbe di sei soldati la mia scorta. Un altro ragguardevole personaggio mi mandò una seconda cena. Il tempo coperto non mi permise di fare veruna osservazione astronomica. Alle otto ore e mezzo il mio termometro all'aria aperta segnava 16° 3, e l'igrometro 40°. Poco dopo incominciò la pioggia; ma l'idrometro indicava che l'aria non era presso alla terra carica d'umidità. Pure una terribile borrasca imperversò tutta la notte.
Sabbato 29.
Non fu possibile di partire avanti le dieci; alcuni muli caddero in quel terreno argilloso ed ancora molle. Attraversai varj orti, ed in seguito si varcò il fiume Luccos che scorre al sud d'Alcassar, e non già al nord, come erroneamente lo indicano tutte le carte. Venni assicurato che questo fiume si getta in mare presso a Larache, nel quale supposto convien dire che piega assai verso il nord nord ouest. Nel luogo in cui io lo varcai a non molta distanza da Alcassar scorre ad ouest ¼ nord est; ed in tal luogo è povero d'acque, comecchè per altro si sappia che le sue escrescenze sono terribili.
Continuammo il cammino ora in una, ora in altra direzione, ma generalmente al sud sud est; ed al sud dalle due ore dopo mezzodì fino alle cinque, allorchè si fece alto.
Dopo avere attraversato il fiume si trovò il paese continuamente montuoso, e la vista era sempre circoscritta dalle sommità vicine. Ad un'ora dopo mezzogiorno scendemmo in una bella pianura di circa una lega di diametro, sparsa di alcuni dovar, e fiancheggiata di montagne, lungo le quali si camminò fino a sera.
Il terreno era di quando in quando arenoso, ma per lo più composto d'una terra argillosa tutta ingombra di cardi secchi assai bianchi, che presentavano l'immagine d'un paese coperto di nevi. Osservai altresì alcuni tratti sparsi di sassi calcarei rotolati dalle acque.
In questo giorno si videro passare sopra di noi, ma ad una sterminata altezza nella direzione nord est immense schiere di uccelli, di cui, per la soverchia distanza, non si potè conoscerne la specie. Una di queste schiere di circa quattro mille individui, aveva l'apparenza d'un'armata ordinata in battaglia.
Il cielo fu coperto di nubi, ed alle tre ore pioveva leggermente. La notte fu simile al giorno; e mi tolse il piacere di occuparmi di qualche operazione astronomica. Alle tre ore, essendo esposti all'aria libera, il termometro segnava tredici gradi e sei linee, e l'igrometro 85.