Il cielo era coperto di nubi, e piovve pure a varie riprese. Eranvi lungo la strada alcuni dovar. Aveva fino alle due del mattino spedito un domestico con una lettera a Sidi Mohamed Salaovi per avvisarlo della mia venuta, per cui mezza lega fuori di Mequinez trovai un ufficiale del palazzo, che d'ordine del Sultano veniva ad incontrarmi, e che dopo avermi fatto riposare nella cappella sopra accennata, mi accompagnò col mio equipaggio alla casa preparatami.

Appena giuntovi venne a trovarmi il sopr'intendente del tesoro; il quale, dopo i mutui complimenti, s'informò di tutto quanto poteva abbisognarmi, avendo ordine di pagare senza eccezione tutte le spese per me, per la mia famiglia e per le mie bestie. Alle nove della sera Sidi Mohamed Salaovi mi mandò una magnifica cena.

Mercoledì 2.

La mattina mi recai a far visita al ministro il quale alle quattro dopo mezzogiorno mi fece portare a casa uno squisito pranzo. Rimasi quel giorno in casa, aspettando gli ordini per presentarmi al sovrano. Non potendo montare sul terrazzo della mia casa, ed appena per l'altezza delle case contigue potendo dall'inferior parte della mia vedere il cielo, non feci le consuete osservazioni astronomiche.

Giovedì 3.

Nulla di nuovo fuorchè l'ordine di presentarmi all'indimani al sultano.

Venerdì 4.

Vennero a prendermi a mezzogiorno, e fui condotto nella moschea del palazzo; ove un istante dopo entrò il sultano: perchè era giorno di venerdì vi fu predica, e la consueta preghiera.

Soddisfatti i doveri della religione, mi presentai al sultano, con cui ebbi una conferenza assai amichevole. Mi disse che in breve partiva alla volta di Fez, e soggiunse di parlarne con Salaovi.

Dalla moschea andai direttamente a trovar Salaovi, che mi pregò caldamente a chiedergli quanto mi abbisognava per partire all'indomani alla volta di Fez ove sarei alloggiato e mantenuto in casa di Muley Edris, che è un grandissimo e veneratissimo santo. Perciò, di ritorno alla mia casa, disposi ogni cosa per la partenza.