Avvi pure un'altra nuova moschea terminata dall'attuale Sultano Muley Solimano, fatta con maggiore eleganza che le altre, avendo le arcate più svelte, ed i pilastri proporzionati, comecchè rispetto alla forma non differisca dalle altre.

La sola moschea di Fez affatto diversa dalle altre, ad in pari tempo la più frequentata, è quella dedicata al Sultano Muley Edris fondatore di Fez, e per conseguenza venerato come un santo. Le sue ceneri riposano in questo santuario, entro un mausoleo posto alla diritta della nicchia dell'Imam, e coperto d'una tela screziata a varj colori resa succida dalla devozione degli adoratori. Molte lumiere di vetro e di cristallo sono sospese nell'interno della sala quadrata, che questa moschea ha sul davanti invece del portico coperto. Ai due lati del sepolcro vedonsi due grandi coffani per ricevere le offerte pecuniarie, che per la grazia di Dio moltiplicandosi dai fedeli, fruttano assai più che le miniere scavate dai cristiani.

La torre, comecchè non lo sembri, per essere situata in luogo basso, è la più alta di Fez. Presso alla torre trovasi una gentile abitazione formata di varie camere, di dove la vista si perde in un estesissimo orizzonte. In una delle camere conservansi molti orologi a pendolo, due de' quali bellissimi. Ritengasi che questi sono fatti in Europa, giacchè in Affrica, non solo non se ne fanno, ma neppure si sa raccomodarli, o nettarli. Mi fu mostrato un vecchio orologio assai guasto, che si diceva fatto da un moro; ma non tardai a convincermi della falsità di tale asserzione.

Questo santuario è facilmente il più rispettato asilo dell'impero, poichè il maggior delinquente, fosse anche reo di lesa maestà e di alto tradimento, può rimanervi tranquillo, che niuno oserebbe arrestarlo.

Le altre moschee sono piccole e meschine, tranne quella che ritrovasi nel palazzo del Sultano. Questo palazzo è composto di un grande numero di cortili, alcuni non terminati che per metà, altri mezzo rovinati, i quali servono d'ingresso agli appartamenti da me non veduti. Anche nel primo cortile trovansi guardie e porte chiuse, che vengono aperte soltanto agl'impiegati, ai domestici della casa, o alle persone particolarmente privilegiate.

Nel terzo cortile trovasi una casuccia di legno, somigliante a quella dei gabellieri in Europa, e vi si sale per quattro scaglioni. In sul davanti è coperta da una tela dipinta, ed il suolo da un tappeto. In faccia alla porta vedesi un letto con cortine; da un lato un soffà, e dall'altra un piccolo matterasso.

Questo gabinetto non ha più di quindici piedi quadrati; ed è il luogo in cui il Sultano, seduto sul soffà o steso sul letto, riceve le persone che hanno ottenuta la grazia d'essergli presentate, e che non s'avvanzano mai al di là della porta. Entranvi soltanto i favoriti, e siedono sul matterasso; parziale distinzione a me sempre accordata.

Nello stesso cortile trovasi una cappella, o piccola moschea dove il Sultano fa la sua preghiera giornaliera, fuorchè il venerdì, in cui recasi alla grande moschea del palazzo, che viene aperta al pubblico per mezzo di una porta che comunica colla strada.

Nel cortile trovasi la camera del ministro. È questa collocata in luogo basso ed umido a canto d'una piccola scala e può avere cinque piedi di larghezza, e sei di lunghezza; le pareti sono affatto annerite; e non sonovi altri mobili fuorchè un vecchio tappeto che copre il suolo. D'ordinario il ministro si sta accovacciato in un angolo di questo miserabile camerino con un calamajo di corno a lato, poche carte entro un fazzoletto di seta, ed un piccolo libro per annotarvi le cose di maggiore importanza. Quando sorte chiude il suo calamajo, avvolge nel fazzoletto le carte ed il libro, che si pone sotto il braccio, e porta seco, partendo, tutti i suoi archivj.

Il palazzo è situato sopra un'eminenza in un quartiere del sobborgo, che chiamasi la nuova Fez. I Giudei sono costretti di abitare in questo istesso quartiere, ove vengono chiusi in tempo di notte.