Del rimanente Fez non ha altri distinti edifici; perciocchè anche le case di Muley Abdsulem e di altri principali personaggi niente hanno al di fuori che le distingua da quelle del popolo, nè l'interno è troppo migliore, ove se ne eccettui il giardino. Il Sultano ha il suo presso al palazzo, il quale non è che un orto regolare con alcuni alberi, e qualche edificio che ne formano il principale ornamento.

Il fiume di Fez attraversa il palazzo, indi entrando nella città dividesi in due rami, dai quali derivasi l'acqua nelle moschee e nelle case; cosicchè quasi non trovasi casa che non abbia una fontana, e due ed anche più tutti i pubblici edificj. Sonovi nell'interno della città varj mulini ad acqua.

Se si dovesse calcolare la popolazione dalle botteghe si darebbero a Fez più di trecento mila abitanti. Ma conviene riflettere che questa quantità di botteghe forma una specie di fiera continua, ove gli abitanti de' vicini paesi, divisi in piccoli villaggi senza botteghe ed officine di alcuna sorte, devono prendere giornalmente tutto ciò che loro abbisogna.

Numerosi assai sono i mercati di vettovaglia, ed abbondanti di ogni prodotto del suolo, come quelli d'Europa. Vi ti trovano pure molte botteghe ove si vendono vivande e manicaretti preparati, e locande come nelle grandi città europee.

Le arti, i mestieri, e le varie specie d'oggetti venali sono divisi per classi in separate contrade, onde se ne trovano molte in cui non vi sono che persone occupate della medesima professione; alcune sono piene di botteghe di drapperie, di seterie, di manifatture d'oltre mare, formando ciò che chiamasi El-Caïsseria. E quest'ultimo luogo trovasi abbondantemente provveduto di tutte le produzioni europee, di quelle del levante e dell'interno dell'Affrica.

El-Caïsseria, siccome diversi altri luoghi pieni di botteghe, ha un coperto di legno costrutto in modo che forma degli arabeschi, con apertura o finestre di varie forme. Generalmente queste strade sono tenute con molta politezza, quantunque siavi ogni giorno la gente affollata come in una fiera; e si potrebbero in qualche modo paragonare alle gallerie del palazzo reale di Parigi: vi s'incontrano ancora alcune belle musulmane, quantunque sempre avviluppate in quei loro misteriosi hhaïke, che per altro sanno opportunamente aprire.

Fez abbonda di bagni pubblici, alcuni de' quali composti di molte camere gradatamente più calde le une delle altre; onde ognuno rimane in quella che più gli conviene. In tutte queste sale trovansi vasche in cui scende continuamente dalle caldaje poste al di dietro l'acqua calda, come pure varie qualità di vasi per bagnarsi e fare le abluzioni legali. Ho di già osservato altrove, che quando entrasi in queste sale tutto il corpo copresi d'una sottil rugiada, per essere la loro atmosfera saturata affatto dei vapori dell'acqua calda.

Avendo portato il termometro nell'ultima sala al migliore de' bagni pubblici, e per conseguenza nella più calda, segnò il trentesimo grado di Reaumur; in due sale meno rimote, ov'io mi spogliavo, ventidue gradi; all'aria aperta nove. Nella sala esteriore avvi una fontana che getta un grosso filo d'acqua in una vaghissima vasca di marmo. Tutte le sale sono fatte a volta e senza finestre, e ricevono la luce da alcuni fori praticati nella volta, e chiusi con vetri. Il suolo è lastricato di marmi a varj colori, ed in ogni sala, riscaldata al di sotto, sonovi diversi piccoli gabinetti per coloro che amano di rimaner soli, e farvi le abluzioni. I bagni sono aperti tutto il giorno, e gli uomini vi vanno la mattina, le donne dopo il mezzogiorno. Io v'andavo ordinariamente la notte, prendendo per me tutta la casa dei bagni, onde non vi fossero altri forestieri, ma soltanto gli amici che conducevo meco, e due miei domestici. La prima volta che vi andai, avendo osservato ch'eranvi dei secchi d'acqua calda simmetricamente disposti negli angoli d'ogni sala, e d'ogni gabinetto, chiesi a qual uso servivano: non toccateli, signore, non toccateli, mi risposero premurosamente le persone del bagno — perchè? — Queste acque sono destinate per quelli di sotto — chi sono questi di sotto? — I demonj che vengono a bagnarsi la notte. E qui cominciarono a contarmi mille scioccherie su quest'argomento; ma perchè già da qualche tempo ho dichiarato guerra ai diavoli dell'inferno, ed ai loro luogotenenti sulla terra, ebbi la soddisfazione d'impiegare nel mio bagno l'acqua di alcuni di questi secchi, togliendo ai poveri diavoli parte della loro provvisione.

Fez possiede un ricchissimo spedale unicamente destinato alla cura dei pazzi. Ma ciò che v'ha di più singolare si è, che una gran parte delle entrate fu per testamento lasciata allo spedale da persone caritatevoli per assistere, medicare e mantenere le grù e le cigogne ammalate — Credesi che le cigogne siano uomini di certe lontanissime isole, che in alcune stagioni dell'anno prendono la figura d'uccello per venire a Fez, e che all'epoca conveniente tornano al loro paese, ove riprendono la deposta forma di uomo. Dietro tale opinione è creduto colpevole d'omicidio colui che uccide uno di questi uccelli, e si fanno a questo proposito mille strani racconti. Utile senza dubbio è il rispetto che si porta a questi uccelli distruggitori de' rettili, così abbondanti ne' climi caldi, e perciò la saviezza de' nostri antenati volle che fossero riguardati quali esseri benefici; ma l'amore del maraviglioso che ha tanta forza sullo spirito dell'uomo, sostituì ad una cagione vera assurde favole, che danno lo stesso risultato.

Il governo di Fez ha la stessa forma di quello delle altre città dell'impero. Il kaïd, ossia governatore, che è il luogotenente del sovrano, vi esercita il potere esecutivo; il kadi vi amministra la giustizia; un ministro detto almotassèr determina i prezzi delle vettovaglie, e giudica gli affari relativi a questo ramo di pubblico servizio. Il governatore ha pochi soldati ai suoi ordini; ed alle porte della città ed a quelle di alcune strade non vidi mai guardie, ma soltanto i portinaj.