Vastissime mura circondano la città; ma essendo antiche assai trovansi in pessimo stato: circondano, oltre la città, la nuova Fez, e molti ampi giardini. Sulle due eminenze che stanno all'est ed all'ouest vedonsi due vecchissimi castelli composti di un semplice quadrato di muraglie di circa sessanta piedi per ogni lato; e si dice esservi delle strade coperte che vanno dalla città ai castelli. In occasione di ammutinamento del popolo vi si collocano cent'uomini con alcuni pezzi di cannone, meschinissima difesa.

Questa città è provveduta di molte scuole, delle quali le più ragguardevoli sono quelle delle moschee del Caroubin e di Muley Edris in una piccola casa e moschea detta Emdarsa, o accademia. Il lettore si figuri un uomo seduto in terra colle gambe incrocicchiate, che mette spaventose grida, o salmeggia in tuono lugubre: lo circondano quindici o venti giovanetti seduti in circolo intorno a lui coi loro libri, o con il calamajo in mano ripetendo quasi simultaneamente al maestro le acute grida, o la salmodia con una perfettissima dissonanza: il lettore, com'io dicevo, figurisi questo grottesco quadro, ed avrà una perfetta idea di tali scuole. Rispetto alle cose che vi s'insegnano, posso assicurare, che quantunque sotto diversi nomi, non vi s'insegna che una sola cosa; la morale e la legislazione identificate col culto e coi dommi; o per dir meglio, che tutti gli studi si ristringono al solo Corano, ed agli spositori del medesimo, ad alcune superficiali regole di grammatica e di dialettica, indispensabile a chi vuol leggere ed intendere alcun poco il divin testo. Per quanto ho potuto osservare, i commentatori sogliono d'ordinario affogare in un mare di sottigliezze, o di pretese dottrine metafisiche i loro ragionamenti, che non intendono essi medesimi, e nascondendo la loro ignoranza con intralciati argomenti, quando non sanno più trovar via per uscire dal geneprajo, chiamano in loro soccorso la predestinazione, e l'assoluta volontà di Dio.

Questi dotti sono eterni disputatori in verba magistri: perchè non intendendo punto la tesi che hanno presa a difendere, s'appoggiano alla parola del maestro, o del libro, che citano a dritto ed a rovescio. E siccome non v'è ragione che possa bilanciare l'autorità del rispettivo maestro, o la sentenza del proprio libro, così le loro dispute non si possono in verun modo conciliare.

Molti de' più principali eruditi di Fez venivano frequentemente alla mia conversazione; e perciò fui più volte testimonio delle nojose, ed interminabili loro dispute. In vista di che, approfittando della opinione di cui godeva, li riducevo al silenzio; ma desiderando di conseguire un maggiore e più utile effetto, risolsi di rendere sospette le dottrine insegnate dai loro maestri e dai loro libri; ed infatti con tale preliminare io aprivo a costoro una nuova carriera, la di cui perfettibilità veniva paralizzata da questa specie di stagnazione spirituale.

Adottata tale massima entravo frequentemente nelle loro dispute, e quando con evidentissimi argomenti otteneva di ridurli al silenzio, e che per rispondermi erano costretti di citarmi la sentenza che appoggiava la loro opinione; io gli chiedevo: chi scrisse questo? — Un tale — chi è quest'uomo? — Un uomo come gli altri. — Dietro la vostra confessione, soggiungevo loro, io non presterò fede ai suoi detti quando lasci d'essere ragionevole; io l'abbandonerò all'istante ch'egli s'allontani dalla verità per vendere sofismi.

Riusciva loro così nuova questa maniera di parlare, che le prime volte rimanevano stupidi ed interdetti, guardandosi vicendevolmente. Dopo alcun tempo li avvezzai a ragionare (cosa affatto trascurata nella loro educazione) ed a scordarsi a poco a poco di quelle insulse risposte, di cui facevano in addietro così frequente uso. Non tardai per altro ad avvedermi, che questi dottori cadevano in un altro non meno grave inconveniente, ed era quello di citare nelle loro dispute i miei detti; mostrando così d'aver cambiato bandiera, ma non il consueto modo di combattere.

Io andavo loro le mille volte ripetendo, che non dovevano giammai sostenere una quistione qualunque coll'argomento lo ha detto Ali Bey; ma che dovevano prima d'entrare in disputa spassionatamente esaminare, se la tale o tale altra opinione poteva essere vera; e che soltanto nel caso affermativo, era permesso d'entrare in disputa. Finalmente ne ottenni il desiderato effetto; sicchè posso, senza millanteria lusingarmi, che questa scintilla di luce produrrà a lungo andare presso que' popoli una felice rivoluzione nel sistema scientifico.

Essi rispettano la geometria d'Euclide, che mi fu presentata in due grandi volumi in foglio assai corrosi, perchè niuno ha il coraggio di leggere, meno poi di trascrivere, tranne le prime dodici o quindici pagine. La cosmogonia è quella del Corano figlia del Pentateuco; e la cosmografia è quella di Tolomeo chiamato B-tlàïmous. La scienza astronomica è circoscritta a pochi principj necessarj per determinare con astrolabj assai grossolani le ore del sole. Rispetto alle matematiche essi non conoscono che la soluzione di pochissimi problemi. Nulla dirò della geografia, che non si studia, e della fisica aristotelica studiata superficialmente. La sola metafisica è il campo di battaglia in cui si esercitano continuamente, anzi dirò meglio, dove i dottori consumano tutte le loro forze morali. Presso questi popoli, che pure hanno qualche nozione dell'alchimia, e tra' quali trovansi alcuni miserabili adepti, non esiste ancora la chimica. La religione ha interamente sbandita l'anatomia in opposizione alla purità legale, alle idee intorno ai morti, alla separazione dei sessi ec. Lo studio della medicina si limita a quello di alcuni libri empirici ignorando quasi perfino l'esistenza de' grandi maestri antichi; onde la terapeutica è sempre accompagnata da procedure crudeli, e da pratiche superstiziose. I medesimi ostacoli che impediscono lo studio dell'anatomia, non permettono pure d'applicarsi alla storia naturale. È noto a tutti che la legge proscrive le statue e le dipinture d'oggetti animati; e che la gravità musulmana abbandona alle femmine ed alle ultime classi del popolo la musica e la danza; e per tal modo si privano delle belle arti, e delle aggradevoli occupazioni che ne derivano.

Lo studio dell'astronomia confondesi con quello dell'astrologia, e perciò coloro che osservano il cielo per saper l'ora, o scoprire la nuova luna, vengono del popolo riputati astrologhi, indovini, che predicono la sorte futura del re, dell'impero, dei privati. Possedono varj libri d'astrologia, e coloro che si applicano a questo vano studio sono assai riputati, e facilmente ottengono le principali cariche di corte per l'influenza che si crede esercitarsi dall'astrologia sugli affari pubblici e privati. Siccome avevo dichiarato aperta guerra all'astrologia ed all'alchimia, incominciavo ad averne alcuni felici effetti; ed a forza di regionamenti non solo ottenni di abbattere, ma ancora di convincere alcuni dalla vanità e dell'impostura degli astrologi e degli alchimisti.

Ma un'occasione clamorosa mi si presentò per convincermi che l'astronomia era del tutto confusa coll'astrologia, quando il primo astronomo di Fez mi chiese caldamente di dargli la longitudine e la latitudine di tutti i pianeti il primo giorno dell'anno, onde formarne il suo calcolo, e predire se l'anno sarebbe buono o cattivo, ec. Io gli risposi francamente, non doversi profanare la scienza presso che divina dell'astronomia coi sogni e colla ciarlataneria dell'astrologia; gli parlai con estremo disprezzo della divinazione, facendogli sentire che l'arbitrario incominciamento dell'anno ne' differenti calendarj non poteva avere il menomo rapporto colla natura; e terminai l'arringa, dimostrandogli colla ragione, e col Corano medesimo, che l'esercizio dell'astrologia è un delitto: la quale sentenza proclamata da molti dottori o fakih, mi fece salutare loro fratello.