Lungo la strada molti Arabi sortivano dalle loro tende, e venivano sulla strada per complimentarmi, invitandomi alla loro casa: altri mi domandavano preghiere, pochissimi l'elemosina.

Feci disporre il mio accampamento presso certe cappelle ove sono i sepolcri dei santi, a cui non omisi di mandare le mie elemosine. In questo luogo si tiene mercato tutti i giovedì.

Tutto il giorno aveva continuato il cattivo tempo, ed alle nove della sera pioveva dirottamente. Spirò un vento d'O. fino al levar del sole; ed allora incominciò un vento d'E. Alle sei della sera il termometro segnava 16° 2, e l'igrometro 36°.

Giovedì primo Marzo.

La mattina venne molta gente al mercato, che chiamasi di Sidi Càssem dal nome della cappella principale. Quando io partivo eranvi di già molte tende, e calcolando dalla folla che vedevo venire, supposi che tra venditori e compratori non vi dovevano essere meno di tre mille persone; lo che mi fu pure confermato dagli abitanti, che interpellai su quest'oggetto. In ogni mercato vendonsi grani, frutti e simili prodotti del paese; inoltre cavalli, buoi, pecore, capre, ed altri oggetti. Vi vengono gli abitanti di dovar assai lontani sì per vendere che per comprare. Vidi molte donne col volto scoperto, che sembraronmi non meno povere che brutte.

Il capo del santuario di Sidi Càssem mi mandò la mattina un regalo di aranci.

Partimmo alle otto e mezzo del mattino camminando all'O. S. O. con leggiero deviamento. Ad un'ora dopo mezzogiorno si attraversò il fiume Bet, che qui va dal S. S. O. al N. N. E. Mi fu detto che metteva foce in alcuni grandi laghi una giornata al di là di Rabat; e non si univa al fiume Sebou, come suppone la carta del sig. Chenier. Questo fiume che volge molte acque ha un corso assai rapido. Alle due meno un quarto fummo costretti di accampare per mettersi al coperto da una orribile burrasca.

Il paese attraversato questo giorno era quella vasta pianura veduta jeri, e terminata al S. dalle montagne costeggiate nel precedente giorno. Vidi pure un'altra linea di piccole montagne al N., ma a grandissima distanza: verso l'O. la pianura sembrava perdersi coll'orizzonte, ma verso il mezzodì essendo giunto ai confini dell'O., conobbi che questo vasto piano non era che una grande spianata assai elevata sul resto del continente all'O., di dove lo sguardo spaziava come da un elevato balcone. Si scese tra alcune montagne, le cui sommità sono più basse della spianata. M'accorsi allora, che le montagne che avevamo prima alla sinistra stendevansi considerabilmente al S. Al di là del fiume la strada segue l'andamento delle valli tra le colline. Il terreno dell'alto piano è argilloso, in appresso calcareo, arenoso, ed alquanto misto d'argilla.

Sull'eminenza la vegetazione era ritardata, ma la trovai molto avanzata nella parte più bassa, benchè tutte le piante fossero delle più piccole specie: i pruni ne formavano la principal quantità. Dopo Fez non aveva veduto un solo albero, ad eccezione di alcuni ne' giardini prossimi all'eremitaggio di Sidi Càssem. Sonovi pochissime terre lavorate; e non vi si vedono che uccelli di passaggio.

Trovammo varj dovar assai poveri, ed uno assai esteso. Era formato di molti cerchi di tende, ed ogni cerchio, attorniato da una siepe di pruni, conteneva, secondo che appariva, tutti i rami di una famiglia primitiva. Mi si disse che uno di questi cerchi apparteneva al ministro Salaoui. Ogni cerchio contiene da quattro fino a dodici tende fatte di peli di cammello, nere, e succide come gli abitanti, che sono di color di cuojo o giallastro, piccoli, e smilzi; hanno l'aria di diffidenza, e di malinconia propria dell'uomo che sente, che dovrebbe essere libero, e che non pertanto soggiace al più terribile despotismo.