Il terreno d'ordinario è argilloso con qualche mescolanza di arena, e talvolta tutto arenoso. S'incontrano di quando in quando roccie calcaree, e qualche traccia d'argilla ardesia e l'arena del mare non è che una scomposizione più o meno fina di conchiglie.
La vegetazione non presentava veruna novità se non che parvemi alquanto meno variata, e le palme più numerose che tutte le altre specie d'alberi.
Il tempo fu abbastanza tranquillo dopo il mezzogiorno; ma in sul far della sera incominciò una dirotta pioggia, che continuò fino alle nove ore. Alle otto nella tenda il termometro segnava 14° 8′, e l'igrometro 98°.
Martedì 13.
La pioggia che continuò tutto il giorno non mi permise di viaggiare. Il nostro campo era fuori delle mura di Darbeïda presso la spiaggia del mare.
Malgrado il cattivo tempo potei fare qualche osservazione astronomica, e trovai la mia longitudine — 9° 50′ 0″ O. dell'osservatorio di Parigi; la mia latitudine — 33° 37′ 40″ N., e la mia declinazione magnetica — 20° 43′ 30″ O.
Ad un'ora dopo il mezzogiorno il termometro segnava 17°, e l'igrometro 96°. Il vento era O. S. O., il cielo qua e là coperto di nuvole isolate, l'orizzonte molto carico, ed il mare assai grosso.
Darbeïda è un piccolo villaggio posto entro un vastissimo ricinto di mura, e povero assai, e piccolissimo il suo porto. Mi fu detto che i suoi abitanti appartengono alla provincia di Chaovia. Sul piccol fiume che gli scorre vicino sonovi alcuni mulini.
Il governo rinforzò la mia guardia di quattro soldati.