Le montagne attraversate questo giorno non sono sterili come le precedenti; vi si trovano di quando in quando piccoli fiumi e terreni coltivati. La pianura è quel medesimo deserto, ch'io avevo attraversato precedentemente andando verso Ouschda.
Io continuavo ad essere assai indisposto, e temevo di qualche più serio attacco.
Mercoledì 7.
La mia carovana prese il già descritto cammino, che ci condusse all'alcassaba di Temessouinn.
Giovedì 8.
Proseguendo la stessa strada giunsimo presso alla città di Tezza.
Venerdì 9.
Questo giorno non si levò il campo; ed io entrai in città per assistere alla pubblica preghiera del venerdì.
Tezza è la più gentile città che io vedessi nell'impero di Marocco; la sola ove l'occhio non è rattristato dalla vista delle ruine: le strade sono belle, le case dipinte. La principale moschea è grande assai, ben fatta, ed ornata d'un vago vestibolo. Sonovi varj mercati ben provveduti, molte botteghe, orti assai fertili, acque eccellenti, l'aria purissima: vi si trovano buoni cibi, ed a prezzi assai moderati, ed in grande abbondanza; e gli abitanti mi sembrarono assai risvegliati. Questi vantaggi riuniti mi fanno preferire Tezza a tutte le città dell'impero, non escluse Fez e Marocco.
Trovavasi accampato presso alle nostre tende un corpo di truppe comandate da un pascià, che mi fece rendere gli onori dovuti al mio rango, e mi mandò alcune provvisioni. Eravi con lui Muley Moussa fratello dell'imperatore di Marocco; cui la mia indisposizione non mi permise di visitare.