La città di Modone può riguardarsi come una buona fortezza. Posseduta un tempo dagli Spagnuoli, poi dai Veneziani, fu successivamente fortificata da quelle due nazioni. E circondata da alte fortissime mura con torri provvedute di numerosa artiglieria, larghe fosse, controguardie, strade coperte, palificate, ec., ma ciò che in particolar modo difende i ponti levatoj e la porta di terraferma è un gran bastione fatto dai Veneziani, sulle di cui facce vedesi tuttavia il leone di San Marco. La città dalla banda di terraferma ha una sola porta, e due in sul mare. Vien detto che abbia inoltre un portello segreto che mette in campagna, e per il quale, mentre i Russi l'assediavano, i soldati turchi fecero una sortita, e batterono così aspramente gli assedianti, che furono obbligati a fuggire abbandonando tutta l'artiglieria, e gli altri effetti di campagna.
Non pertanto questa piazza ha il capitale difetto di essere dalla parte del N. dominata da una piccola altura, sulla quale può facilmente il nemico stabilire delle batterie in distanza di sole centocinquanta tese dal corpo della piazza, senza che questa vi si possa opporre, e di dove il nemico signoreggia una gran parte della strada coperta, e batte fino ai piedi della muraglia. Per ovviare a questo inconveniente, gli Spagnuoli fabbricarono un'altissima batteria nel corpo della piazza; e questa opera, benchè in parte danneggiata dal fuoco russo, esiste ancora in buono stato: ma in vece sarebbesi dovuto spianare il rialto esteriore, che pure non sembra cosa assai difficile. Imperciocchè finchè resta, le batterie che il nemico sarà sempre in libertà di stabilirvi, malgrado gli sforzi della piazza, riusciranno ben tosto a far tacere il fuoco degli assediati; ed in allora gli assedianti possono stabilirsi liberamente su la cresta della strada coperta, e battere in breccia.
Questa piazza è piena d'una immensa quantità d'artiglieria d'ogni calibro, d'ogni nazione, di tutte le età, ma questi pezzi sono tutti mal montati; la maggior parte senza carro, e posti soltanto in prospettiva.
Modone è abitato dai Turchi. Credo che possa contenere un migliajo di famiglie; e si vuole che abbia settecento soldati pagati dal Gran Signore. I pochi ch'io vidi mi parvero belli, bianchi, ben fatti, e sopra tutto ben equipaggiati, e ben vestiti. Le loro armi sono una piccola carabina, due pistole, ed il khanjear, ossia coltello. Vidi pochissimi cavalli, e questi ancora assai cattivi.
In tempo della mia dimora tutti gli uomini d'arme uscirono di città per dar la caccia ad una masnada di briganti che pochi giorni prima avevano sorpreso un villaggio, e scannati gli uomini, le donne, ed i fanciulli. Queste orribili scene sono sgraziatamente nella Morea assai frequenti; manifesto argomento della disorganizzazione del governo turco.
Modone circondato di alte mura, con strade anguste, e sucide sembrommi un soggiorno insalubre, perchè vi si respira un'aria inprigionata, ed infetta di cattivi odori. Ho inoltre osservato nella campagna che l'argilla forma un terreno pantanoso e disaggradevole, ed a questa cagione io attribuisco quell'apparenza di putrefazione che vedesi egualmente nei legumi e nelle frutta. Il pane molle, ed affatto nero rassomiglia perfettamente ad un pezzo di fango disseccato per metà; e la stessa disgustosa apparenza trovai perfino nella carne. Pure gli abitanti vi si conservano sani e con bei colori; vantaggi che potranno forse ascriversi alla molta quantità di vino che vi si beve: in proporzione più considerabile che in qualunque città d'Europa malgrado la proibizione della legge.
In città non sonovi fonti, ma soltanto pozzi, la di cui acqua non è bevibile, e quella che vi si beve vien portata dalle bestie da soma, e presa in un ruscello che scorre a breve distanza dalla città. Eranvi in altri tempi alcune fonti, ma ne furono minati i condotti.
Quasi tutte le muraglie sono fatte di pietre tagliate; le case sono pure di pietra, coperte di tegole all'usanza d'Europa, e le strade ben lastricate. Queste pietre sono di varie specie d'ardesia, di pietra calcarea, o di marmo grossolano. I palchi delle camere sono di legno. Le case hanno molte finestre verso strada fatte all'europea, e chiuse da griglie assai fitte. Alcune porte, ed alcuni archi che preludono qualche idea d'architettura sono tutte di stile greco, e nulla vi si vede che ricordi lo stile arabo.
In generale l'aspetto di questa città è trista assai. Il color cenericcio degli edificj, le tegole dello stesso colore, l'altezza delle mura, le sozzure che si lasciano nelle strade, il cattivo odore che n'esala continuamente, la cattiva qualità dei cibi, la scarsezza d'acqua buona, la povertà e la inazione assoluta degli abitanti che non hanno nè arti nè commercio, la reciproca loro diffidenza, le diverse loro sette sempre armate e sempre disposte a battersi, il cupo silenzio che domina la città, la pubblica ubriachezza, tutto concorre a dare a questa città l'aspetto di una dimora infernale: pure per le sue fortificazioni può risguardarsi come una piazza di second'ordine, come ancora per la sua posizione geografica, che è l'angolo S. O. della Morea, ed il passaggio dall'Arcipelago ai mari d'Europa. Ella ha pure nelle sue vicinanze eccellenti porti, che potrebbero renderla un emporio di commercio.
Trovai con una buona osservazione la latitudine settentrionale di Modone 36° 51′ 41″. Una cattiva osservazione precedente dava due minuti meno. La sua longitudine è quella dell'isola Sapienza che gli sta al S. Non mi fu possibile di osservarvi le distanze lunari.