Mustafà Schaoux proteggeva la pirateria nella sua isola. Era amico del mio capitano, e del suo secondo, che mi accompagnò dalla nave alla casa quando sbarcai. Poichè questi ebbe avvisato i doganieri che conducevami in una casa di Mustafà Schaoux, tutti chinarono il capo; mi si fecero singolari distinzioni, e fui spedito all'istante.
Pure questo Mustafà aveva di fresco sostenuta una guerra con una fazione sollevatasi contro la sua tirannia. Le ostilità durarono più mesi, i suoi partigiani assai numerosi eransi ritirati ne' suoi caffè e nelle sue case, di dove facevano fuoco sopra i nemici che uscivano dalle proprie abitazioni, ed osavano passeggiare per le strade. In fine trionfò e mantenne il suo dispotismo, che rinforzossi più che mai. Simili avvenimenti rinnovansi ad ogni istante nella maggior parte delle provincie sottomesse all'imperatore di Costantinopoli: onde non è difficile il prevedere che un tal'ordine di cose non può durare lungo tempo, e che quest'anarchia perpetua, queste parziali sommosse termineranno col distruggere l'impero de' Turchi.
Ho già detto ch'io ero alloggiato in una casa di Mustafà Schaoux. Suo fratello erasi incaricato de' miei affari, ed egli medesimo mi faceva continuamente la sua corte, ripetendo che Ali Bey era il primo uomo del mondo; volendo con ciò farmi sentire che la mia riconoscenza doveva essere proporzionata ai servigi, ed agli onori che mi rendeva.
Quest'uomo potente e feroce ha una figlia e due figli bevitori quanto il padre, ed egualmente grossolani e rossi; sicuro pegno della perpetuità di così nobile razza. La figlia dell'età di circa dodici anni venne tutta sola a recarmi la mia biancheria: entrando nella mia camera scoprissi intieramente il volto assai avvenente. Quando rientrò Mustafà gli chiesi perchè sua figlia avesse tanta libertà; mio caro Signore, mi rispose, noi non formiamo che una sola famiglia. Io mi mostrai grato alla distinzione che si compiaceva d'accordarmi.
Sul rovescio della collina che signoreggia la città è fabbricato il villaggio dei Greci, nel quale contansi a pena centocinquanta abitanti; e le loro case hanno l'apparenza dell'estrema miseria. Pure in questo luogo teneva la sua residenza il solo console straniero che trovavasi a Modone, quello di Ragusi. Era questi un uomo di gentili maniere; aveva seco un canonico, prefetto apostolico della Morea, personaggio istruito assai, e che nel suo lungo soggiorno di Roma aveva acquistata tutta la delicatezza dell'urbanità romana. Gli altri consoli Europei risiedono nella città di Corone distante un giorno di viaggio all'E. di Modone.
Tripolizza è la capitale della Morea in cui risiede il Pascià. Si pretende che la Morea racchiuda 88,000 Greci, e 18,000 Turchi. La popolazione Greca era in addietro infinitamente più numerosa; ma vessata di continuo orribilmente da' suoi brutali padroni, soffre ogn'anno una sensibile emigrazione. Continuando alcun poco ancora lo stesso ordine di cose, i Greci abbandoneranno affatto la terra de' loro padri. Se le virtù e le austerità de' costumi non salvarono la fiera Sparta dalla vergogna della schiavitù, quale mai nazione potrà lusingarsi d'esser libera!
La parte orientale della Morea forma un separato dipartimento, detto la Maïna, abitato da 30,000 abitanti. Questo dipartimento è sempre l'appanaggio del Capitan-Pascià della Porta Ottomana, che lo governa a suo capriccio, e ne percepisce tutte le rendite.
CAPITOLO XXIII.
Porta-Longa. — Bastimenti Europei. — Ipsilanti. — Continuazione del viaggio. — Burrasca. — Arrivo in Alessandria. — Uragano. — Spaventosa burrasca. — Arrivo a Cipro. — Pessimo stato del bastimento. — Sbarco a Limmassol.
Io rimasi a Modone fino al 20 febbrajo dì sera, quando il capitano mi avvisò d'essere pronto a partire. Perciò entrai nella scialuppa che mi condusse a Porta-Longa, ove trovai tre bastimenti austriaci, i di cui capitani mi diedero all'indomani una piccola festa.