Nella camera più alta che non ha più tetto evvi un cipresso selvaggio. Ne colsi un ramo col frutto; poi salito sul muro staccai la più elevata pietra dell'edificio.

Da questo luogo si gode la più magnifica veduta. Ad eccezione d'un piccolo angolo di terra coperto dalle montagne di Pafo o del monte Olimpo, l'occhio abbraccia quasi tutta la circonferenza dell'isola a vista d'occhio come sopra una carta geografica. Verso la costa del nord scopresi la piccola città di Chirigna, che sembra posta alle falde della montagna. Avendo di là fatto le mie osservazioni trovai che la latitudine di Chirigna, è di 35° 25′ 0″ nord, e la sua longitudine 31° 1′ 30″ est, dall'osservatorio di Parigi. L'orizzonte del mare è così vasto, che la vista confonde il mare col cielo, rassomiglianti ad un caos o densa nebbia. Attualmente su questa rupe non avvi acqua, come forse eravene in antico; e forse l'acqua del monastero di S. Giovanni Grisostomo non è che un'antica sorgente deviata dalla pristina sua destinazione.

Respirasi su quest'altura un aere purissimo, ma di una tale temperatura che non avrà permesso alla Dea di vestire tanto leggermente, come piacque ai pittori ed agli scultori di vestirla. Questa guglia spingesi in alto isolatamente sopra la catena delle montagne vicine, e forma una specie di conduttore elettrico. Ho più volte notato, trovandomi nel sottoposto piano, che le nubi che si alzano dalle minori montagne, o sono portate dai venti, s'attaccavano alla sua cima: fenomeno favorevole alle religiose illusioni della misticità[8].

Alle nove ore del mattino uscii del palazzo della regina. Non incontrammo minori difficoltà nello scendere di quelle sostenute nel salire. Giunto ai piedi della guglia, rimontai sul mio mulo, ed alle dieci ore mi trovai al monastero per riunirmi al dottore ed al mio domestico.

Dopo un'ora di riposo scendemmo le falde delle montagne basaltiche, poi le colline d'argilla, ed eravamo in sul piano mezz'ora dopo mezzogiorno. Occorrono dunque due ore ed un quarto per iscendere dal palazzo della regina in sul piano.

Camminando verso S. O. passai ad un'ora dopo mezzogiorno il torrente di Nicosia, che non ha acqua che nella stagione delle pioggie, ed un quarto d'ora dopo attraversai il villaggio Caïmakà, di dove giunsi a Nicosia alle due ore.

All'indomani 5 aprile partii da questa capitale alle otto ore ed un quarto, andando pel gran piano verso S. O., poi avanzando tra mezzo a colline d'argilla, piegai alle undici al sud, costeggiando la riva sinistra di un torrente, che attraversammo a mezzogiorno poco prima d'entrare in Idalia. Questo luogo un tempo così famoso pei suoi boschetti non è che un miserabil villaggio posto in una valle circondata di colline d'argilla pura, sterili, e assai triste. Le case sono mal fatte e meschine, e gli abitanti poveri all'eccesso. Sonovi pochi alberi, e pochi erbaggi, non coltivandovisi che frumento ed orzo; onde si può dire che la moderna Idalia somigliante ai più poveri villaggi delle pianure della Beozia, è il più tristo soggiorno che immaginar si possa. Credesi in questo paese che l'antica Idalia fosse situata sopra una piccola altura distante un miglio dalla presente. Mi recai in sul luogo, ma non mi fu dato di scoprirvi alcun'orma di antichità. Di là vedesi perfettamente il palazzo della regina.

Non trovando cosa degna di attenzione ripresi la strada alle due ore dopo mezzogiorno. Poichè ebbi attraversati un villaggio ed un paese assai tristi fra colline d'argilla sterilissime, scesi in sul piano, lasciando a sinistra il villaggio d'Aradipo, ed a sei ore entrai in Larnaca, la più ragguardevole città dopo Nicosia, residenza d'un vescovo, di tutti i consoli stranieri, di alcuni negozianti europei, e di molti Greci protetti da diverse nazioni, colle quali dividono i privilegi e le immunità della rispettiva bandiera. E per tale ragione vi si trovano le costumanze press'a poco delle città e dei porti d'Europa.

Il giorno del mio arrivo il governatore Turco, che è uno sceriffo, venne a visitarmi portando a lato la sua carabina; ed il giorno dopo fu a trovarmi con numeroso seguito il vescovo. Lo stesso fecero i consoli, ed i principali cittadini.

La rada di Larnaca parvemi troppo aperta e mal difesa; ma la sua posizione geografica in faccia alle coste della Siria vi chiama molti bastimenti. Lontano un miglio da questa città trovasi il borgo Scala, in cui risiede il console inglese e due altri consoli. La sua latitudine è di 31° 27′ 30″ E. dell'osservatorio di Parigi, e la latitudine 34° 56′ 54″ N.