Il giorno 8 aprile alle due ore ed un quarto dopo mezzogiorno uscii di Larnaca prendendo la direzione di S. S. O. Trovai a breve distanza un acquedotto di notabile lunghezza, ma di meschina struttura. Alle tre mi trattenni alcun tempo nel giardino di una casa di campagna, e quando mi rimettevo in cammino il tempo si andava abbaruffando di modo che a fronte d'ogni mia diligenza fui raggiunto dalla pioggia. Alle sei ore entrai nel villaggio di Mazzotos.
La pianura attraversata è alquanto fertile; a destra è chiusa dalle montagne, ed a sinistra dal mare, lontano sei miglia dalle montagne. Mazzotos è un povero villaggio posto in buon terreno alle falde delle montagne.
Il giorno nove alle cinque ore e mezzo del mattino mi diressi al S. O.; indi piegai all'O. dopo avere attraversato un paese fertilissimo chiamato Laconicos, e che i naturali credono essere stato abitato da una colonia di tal nome. Fui avvisato che troverei a diritta le ruine di una antica città detta Alamina, che non devesi confondere con Salamina. Alle sette ore varcai un piccolo fiume, ed un'ora dopo un altro pure di poca importanza: finalmente alle otto e tre quarti feci alto in riva al fiume di Sant'Elena.
Alla foce di questo fiume trovasi un piccolo porto con una vasta rada dello stesso nome, perchè la principessa Elena madre dell'imperatore Costantino vi sbarcò tornando dal suo pellegrinaggio di Gerusalemme. Partii alle dieci del mattino camminando lungo il mare. Alle due ore dopo mezzogiorno passai in vicinanza delle ruine di Amatunta; un quarto d'ora appresso attraversai il fiume di questo nome: alle tre ore ed un quarto si giunse a Limassol.
CAPITOLO XXVI.
Viaggio a Pafo. — La Couclia. — Bellezza delle donne Cipriote. — Jeroschipos Aphroditis, ossia giardino sacro a Venere. — Xtima. — Antica Pafos. — Nuova Pafos, ossia Baffa.
Il mercoledì 23 aprile sortii alle sette ed un quarto della mattina da Limassol per andare a Pafo. Due ore dopo passai per Colossi, di dove, poichè ebbi varcato il fiume che va al sud, venni a riposarmi ad Episcopi fino alle tre e tre quarti dopo mezzogiorno. Alle quattro e mezzo era giunto a S. Tommaso, ed alle sei a Latanischio ove doveva passare la notte. Il piano di Limassol stendesi fino a Colossi, ed a mezzogiorno di questo piano si prolunga il Capo Gatta.
Colossi è un villaggio circondato di giardini, e bagnato da molte acque. Vi si vede ancora un castello o torre quadrata, che dicesi fabbricata dai Templari, ed accanto alla torre un grande acquedotto; fatti sì l'uno che l'altro con marmo grossolano.
Episcopi giace in amenissimo sito, ed è più grande di Colossi. Ogni casa è circondata di giardini, di alberi, di piantagioni di cotone e di campi a grano. Questo villaggio posto alle falde delle montagne che si prolungano fino al mare, signoreggia un bellissimo piano e la costa: l'abbondanza delle acque, e la fertilità del terreno rendono delizioso il soggiorno d'Episcopi, e ben più degno che Idalia e Citera della Dea protettrice dell'isola. Fu anticamente una assai ricca città con vaste raffinerie di zucchero, per le quali erano stati fabbricati un grandioso acquedotto, ed immensi magazzini, come lo attestano anche al presente i loro miseri avanzi. Ora non è che un villaggio abitato da' Turchi e da' Greci, che hanno il loro separato quartiere. Parvemi che le donne vi godano molta libertà, ma non ebbi la fortuna di vederne di belle.
Al di là d'Episcopi convien salire alcune montagne calcaree: i di cui grandi strati perpendicolari lungo il mare ne rendono tanto più difficile e pericoloso il cammino, in quanto che i cavalli non possono assicurarsi sopra un suolo affatto liscio ed inclinato. Dopo questo pericoloso passaggio la strada prosiegue sempre tra le montagne in mezzo a boschi di cipresso, di quercia, di leccio, e di varie piante aromatiche che riempiono l'atmosfera di soavi profumi.