Il principale ingresso sembra essere stato una scesa aperta nella rupe accanto al presente villaggio, la di cui volta è adesso caduta lasciando il passaggio scoperto ed ingombrato di ruine; ciocchè avvalora l'opinione che si entrasse nel sacro giardino per un sotterraneo somigliante a quello che tuttavia si vede accanto all'ingresso. Forse il postulante vi era ritenuto per subire le prove, o per partecipare ai segreti dell'iniziazione. In tale supposto quando da quel tenebroso antro veniva condotto nel delizioso giardino, doveva credersi trasportato in un celeste soggiorno. È certo intanto che questo strato di rupe è sottilissimo, vedendosi in più luoghi traforato artificialmente, e altrove smottato; onde è facile l'immaginarsi per quali oscuri labirinti doveva andar brancolando l'iniziato prima di entrare nel giardino. Ci sono note le terribili prove d'Iside e d'Osiride, e sappiamo, che volendo Pitagora partecipare ai misterj di Diospoli, fu forzato di sottoporsi alla crudele operazione della circoncisione[10]. Ma tali prove usavansi ancora nelle iniziazioni d'Aphrodite?.... Io parlo d'iniziazioni primitive anteriori a quelle che usavansi ne' tempj della Dea.

Ma questo famoso giardino che fu un tempo la delizia degli abitanti della Grecia e dell'Asia, non è adesso che il soggiorno ed il mal coltivato campo d'un povero affittajuolo!

Quasi nel centro del giardino vedonsi gli avanzi d'una chiesa greca detta Aïa Maria, tra i quali è notabile il capitello d'una colonna striata di marmo grigio assai semplice ed elegante.

Sotto al villaggio di Jeroschipos trovasi la principale sorgente del giardino, che pur sorte di sotto allo strato superiore della rupe, e somministra un'acqua così limpida e fresca, che fa dolce invito a gustarne.

Lo stesso giorno alle nove ore e mezzo del mattino lasciai Jeroschipos, e passando in su la destra della città e porto di Pafo, oggi Baffa, arrivammo un'ora dopo a Ktima, ove risiedono il governatore turco di Pafo, ed un vescovo greco. Era allora governatore Alai Bey, garbatissimo vecchio, che nel lungo suo governo aveva saputo guadagnarsi l'amore ed il rispetto de' Turchi e de' Greci. Egli mi accolse pomposamente facendomi entrare a cavallo fin presso alla porta della sua camera, ove fui servito a splendida mensa. Dopo il pranzo fui condotto nell'abitazione che mi era stata destinata, e di là passai in una gentile moschea, che fu già una chiesa di rito greco dedicata a Santa Sofia.

La città di Ktima, un tempo così rinomata, non è oggi che un ammasso di ruine, ove non sonovi più di dugento famiglie turche, e venti greche. Il palazzo del vescovo colle sue pertinenze trovasi in separato quartiere; ma pare che il vescovo preferisca la dimora di una città interna, che mi si disse bastantemente grande e popolata di soli Greci.

Dietro buone osservazioni fissai la latitudine settentrionale di Ktima a 34° 48′ 4″. Il porto di Baffa trovasi mezza lega più a mezzodì di Ktima.

All'indomani sabbato 26 dopo aver ricevuta la visita del rispettabile Alai Bey partii per Pafos lontano un miglio sulla riva del mare. Avvicinandomi a questa città vidi nel piano alcune rupi isolate. Ma quale fu la mia sorpresa allorchè visitandole, le trovai internamente tagliate in modo da formare regolarissime case? E la mia maraviglia si accrebbe a mille doppj quando trovai sotto terra l'immagine d'una città scavata nella rupe. I palchi di queste case sotterranee sono fatti ad arco stiacciato, ed alcuni senza centine, le muraglie sono perpendicolari e liscie, e gli angoli perfettamente a piombo. Alcuni di tali edificj hanno l'apparenza di palazzo, con cortili, logge, colonne, pilastri, e tutta la squisitezza degli ornamenti architettonici, che immaginare si possa; ogni cosa scolpita nel vivo masso con finissime modonature. Il più perfetto pulimento conservasi ancora dopo tanti secoli. Quando si considera questo sforzo dell'uomo, non si possono non ammirare così fatte opere anteriori, a quanto sembra, ai libri ed alle medaglie della più rimota antichità. La rupe onde sono composti tali edificj è formata di una pietra calcarea arenosa di un bianco giallognolo, di finissima grana, a strati orizzontali obliqui. In uno di questi edificj vidi alcune colonne spezzate, i di cui capitelli rimasero sospesi all'architrave perchè formano corpo colla cornice.