Le donne Bedovine dell'interno del paese, non escluse quelle del più alto grado, non hanno altro abito che una camicia grandissima di tela turchina, un velo nero colore di conclicot sul viso, un ampio mantello o velo nero di lana, anelli, braccialetti, ed altre simili cosucce.

Chiara cosa è dunque che una popolazione di così limitati bisogni non potrà mantenere un considerabile commercio, fin tanto almeno che non sia incivilita, cosa presso che impossibile in un paese di deserti, dalla natura condannato alla superstizione, all'ignoranza, alla miseria. Se per alcuni istanti potè sortire da così infelice stato di nullità, lo dovette a quell'impulso momentaneo dell'effervescenza, dello zelo religioso; il quale non potendo lungo tempo sostenersi, nel suo raffreddamento lascia rapidamente ricadere il paese nel naturale suo stato di barbarie e di povertà. Gli storici vantano la nobiltà della nazione Araba, che non piegò mai il capo sotto il giogo de' Greci o de' Romani: ma è questa una falsa conseguenza dedotta dagli avvenimenti. Se l'Arabia ebbe la fortuna di non soggiacere a dominio straniero, lo deve più assai alla natura del paese che al carattere degli abitanti. Qual'è quel capitano che volesse sacrificar gente e denaro per conquistare vasti deserti, e popoli che non possono formare stabili corpi politici, se non quando le opinioni religiose uniscono tutte quelle volontà, che verun altro legame unire non potrebbe a cagione dell'isolamento di ogni tribù, e della sterilità del suolo, che ricusa ogni coltivazione, e per conseguenza anche le relazioni sociali che ne derivano?

La Mecca e Medina sono bensì la culla della lingua Araba, ma per cagione dell'ignoranza generale questa lingua va degradando, e variandosi per fino nella pronuncia con tanto più di facilità, in quanto che viene scritta senza le vocali, e perchè è ricca di aspirazioni che ognuno modifica a suo capriccio, per mancanza di una prosodia nazionale, e di ogni altro mezzo tendente a conservarne e perpetuarne la primitiva tradizione: e perciò in vece di andarsi perfezionando, si corrompe ogni giorno per le viziose espressioni particolari alle diverse tribù, e commercio cogli stranieri.

L'abito dei Mecchesi è simile a quello degli Egiziani, composto cioè d'un benisch, ossia caftan esterno, staccato da un altro che si unisce al corpo con una cintura, d'una camicia, d'un pajo di pantaloni, e di pappuzze, o pantoffole; ma questo è l'abito degl'impiegati superiori, de' negozianti, degli impiegati del Tempio ec. Il basso popolo non ha che la camicia, ed un pajo mutande.

D'ordinario l'arabo Bedovino porta sopra l'abito un largo cappotto senza maniche con due fori per passarvi le braccia. Questi cappotti di lana sono per lo più a strisce alternative bianche e brune, ognuna della larghezza d'un piede all'incirca.

Gli abitanti della città portano berrette rosse col turbante, ma i Bedovini non hanno berretta, e copronsi la testa con un fazzoletto giallo sparso di strisce rosse e nere, diagonalmente piegato in forma di triangolo, e semplicemente gettato sopra il capo, di modo che le due punte degli angoli acuti cadono sulle spalle davanti, e l'altra sul dorso. I Bedovini alquanto ricchi portano su questo fazzoletto un pezzo di mussolina ravvolta in forma di turbante; ma i poveri che formano il grosso della nazione, vanno quasi affatto nudi.

Tranne gl'impiegati del tempio, ed un piccolo numero di negozianti, gli abitanti sono sempre armati. Le armi più usitate sono il gran coltello curvo, l'alabarda, la lancia, e la mazza; alcuni, ma non molti, hanno ancora il fucile.

I coltelli hanno una guaina di forma assai bizzarra: questa, oltre lo spazio occupato dal coltello, ha un prolungamento curvo in forma di mezzo cerchio, e terminato con una palletta, o con altro ornamento più o meno complicato. Questo coltello viene portato obliquamente innanzi al corpo, l'impugnatura volta a sinistra, la curvatura dall'altra banda, e la punta in alto; in modo che i movimenti del braccio destro trovansi assai incomodati da simile disposizione, che non si mantiene che per la forza dell'abitudine: tanto è vero che l'uomo in ogni stato ed in ogni luogo è soggetto ai capricci della moda.

Un bastone lungo quattro piedi e mezzo o cinque al più, armato di una punta di ferro, ed ordinariamente di un'altra piccola punta nell'estremità inferiore è ciò che chiamasi alabarda. La lama o la punta superiore sempre più lunga d'un piede non ha costantemente la stessa configurazione, essendo ora larga ora stretta, con ferro di lancia o di bajonetta ec. Molte di queste alabarde hanno il tronco seminato di piccoli chiodi e di anelli d'ottone dall'alto al basso.

La mazza consiste in un bastone di circa quindici linee di diametro, lungo due piedi, e terminato con un globo dello stesso legno di ventisei in trenta linee di spessezza. Alcuni portano le mazze di ferro.