Assai rari sono i fucili all'europea, e non si vedono quasi che fucili a miccia assai pesanti e rozzi affatto: pure trovansene alcuni pochissimi assai ben fatti, ed io ne vidi uno assai bello tutto intarsiato d'avorio, che si voleva vendere per cento venti franchi.

Alcuni arabi portano certe scuri lunghe circa due piedi, altri vanno armati di bastoni del diametro maggiore d un pollice, lunghi quattro piedi e mezzo, e coperti di ferro nella parte inferiore.

L'arma de' soldati a cavallo è una lancia lunga due piedi e mezzo, ornata di un mazzo di piume nere alla imboccatura del ferro; l'altra punta del bastone vien chiusa da una piccola punta, colla quale il cavaliere fissa la sua lancia in terra perpendicolarmente quando vuole scendere da cavallo.

Gli arabi dell'Iemen portano una spada, ed uno scudo; la spada ha la lama diritta e larga; e gli scudi o sono di metallo, o di legno durissimo, o di pelle d'Ippopotamo; e questi sono i più stimati: tutti sono ornati d'incisioni, ma non hanno che un piede di diametro.

Tale è l'aridità del paese che non si vede veruna pianta intorno alla città, nè sopra le vicine montagne. Ho già detto che gli erbaggi vengono da lontani paesi; e le quattro o cinque piante da me trovate fanno parte del mio erbolajo. Forse in altre stagioni dell'anno se ne troveranno di altre specie; ma non si pensi però di trovare alla Mecca niente che abbia l'apparenza di una prateria, meno poi di giardino: arena e pietre sono i soli oggetti di cui la natura fu liberale a quegli abitanti. Non vi si semina verun grano, che sarebbe opera affatto perduta, non essendovi neppure i prodotti spontanei di ogni suolo, benchè ingrato. In somma non si trovano che tre o quattro alberi nel luogo ov'era un tempo la casa di Aboutaleb zio del Profeta, e sei od otto altri sparsi qua e là in diversi luoghi. Questi alberi sono spinosi, e producono un piccolo frutto somigliante allo zenzuino, dagli arabi detto Nèbbek. Presso ad una casa che lo Sceriffo possiede fuor di città verso il nord, vedesi una specie di giardino con piantagioni di palme dattilifere, che viene innaffiato colle acque di un pozzo.

Persone del paese mi assicurarono che i matrimonj e le nascite non sono accompagnate da feste e da allegrezze come si costuma negli altri paesi musulmani: io non ho veduto a celebrarsene.

I funerali si fanno pure senza veruna cerimonia. Portasi il morto a' piedi della Kaaba, ove i fedeli che trovansi presenti fanno una breve preghiera pel morto dopo la preghiera canonica ordinaria; ed in seguito vien portato il cadavere fuori della città per essere sepolto in una fossa. Per tale funzione innanzi ad una delle porte del tempio sulla pubblica strada v'è una quantità di cataletti: la famiglia del defunto manda a cercarne uno, sul quale si pone il corpo vestito degli ordinarj suoi abiti senza verun ornamento. Dopo sepolto riportasi il cataletto al suo luogo.

Ardente è il clima della Mecca non solo in ragione della sua latitudine geografica, ma particolarmente per la sua posizione topografica in mezzo a nude montagne. Il maggior caldo da me osservato fu di 23 gradi e mezzo di Reaumur il 5 febbrajo verso il cader del sole, ed il minimo di 16 gradi il giorno 16 dello stesso mese alle sette ore del mattino.

Avrei desiderato di raccomodare il mio igrometro, ma non me lo permise la difficoltà di trovare un capello: forse la cosa sembrerà inverosimile, ma non è perciò meno vera. Gli uomini hanno il capo raso affatto, ed i peli della barba non sono buoni: le donne poi per una specie di superstizione non darebbero un capello per qualunque cosa, temendo che si possa far servire a sortilegj e maleficj contro di loro. Per tal motivo quando si stanno pettinando hanno la più gran cura di seppellire segretamente i capelli che loro cadono di capo; e lo stesso caso sogliono fare allorchè si tagliano le unghie. Nè tutti gli uomini sono esenti da così fatte superstizioni: i Wehhabiti per altro pensano affatto diversamente, perchè all'epoca del loro pellegrinaggio li vidi farsi radere sulle strade, le quali rimasero in modo coperte delle spoglie delle loro teste, che sarebbersene potuti riempire dei matterassi: ma tutti questi capelli erano corti, non essendo più lunghi di un pollice.

Non avendo potuto aggiustare il mio igrometro mi trovai privo di uno de' mezzi d'osservazione; ma posso non pertanto dire, che durante la mia dimora alla Mecca l'aria fu costantemente secca; il vento dominante era di S. O. Il cielo fu alternativamente sereno o coperto, come ne' paesi temperati; ma non osservai verun cambiamento subitaneo di temperatura, e d'umidità, quali provai a Djedda. Pare che il clima sia sano, non osservandosi molte malattie, nè malattie croniche, ma nemmeno vi si trovano persone molto vecchie. Pochi sono ancora i ciechi, e niuno affetto dall'oftalmia egiziana. Dal poco che io ne ho detto è facile l'argomentare l'eccessivo calore dell'estate, poichè in tempo d'inverno colle finestre aperte appena si può di notte soffrire sul corpo una leggiera coperta di letto, ed il butirro anco in questa stagione è sempre liquido come l'acqua. Sotto il dardeggiare d'un sole ardente, due gradi al di dentro della zona torrida, nel fondo d'una valle di arena, chiusa da montagne ignude, senza un ruscello, senz'alberi, senza vegetazione, tutto concorre ad accrescerne il calore estremo. Senza dubbio l'Onnipossente si degnò di collocarvi la sua casa per consolazione di quegli abitanti, che senza ciò avrebbero affatto abbandonata così ingrata terra.