Ma la patria di questo nobile compagno dell'uomo non è la Mecca: i migliori cavalli arabi trovansi nell'Iemen e ne' contorni della Siria, e di colà vengono condotti a Costantinopoli: ma io ne parlerò più opportunamente altrove.
Quantunque piccoli, eccellenti sono gli asini della Mecca; non però migliori di quelli d'Egitto. Il cammello è la sola bestia da soma del deserto; un dono della Provvidenza agli abitanti ed a viaggiatori di questo cocente clima. Che sarebbe mai l'Arabo senza il cammello? Quali umane forze avrebbero bastato per unire più di ottantamila uomini alle falde del monte Aarafat nel giorno del pellegrinaggio, senza il soccorso di questi preziosi animali? Lasciamo il cavallo, l'asino e le altre bestie da soma ai paesi ove l'abbondanza delle acque somministrano buoni pascoli; ma per le due Arabie, dette dagli antichi geografi, Petrea e Deserta, e pel Sahhara, o gran deserto d'Affrica, Dio creò il cammello, vero tesoro per gli abitanti di tali contrade. Trovansi, è vero, alcuni asini che vanno frequentemente dalla Mecca a Djedda in dodici ore; trovansi d'ordinario nelle grandi carovane pochi cavalli e pochi asini; ma questi non sono nulla, assolutamente nulla in paragone dell'immensa quantità di cammelli che circolano nel deserto.
Questi animali sono assai ben trattati dai loro padroni, ma sono condannati a travagliare fino all'ultimo respiro; essi muojono sotto la soma, e le strade sono coperte delle loro ossa. Io non trovai veruna sensibile diversità tra i cammelli dell'Arabia e quelli d'occidente. Per alimentare questo prezioso animale, i cavalli e gli asini, si vendono in tutti i mercati piccoli fasci di erba secca.
Vidi alla Mecca una specie di vacche senza corni, con una gobba sul dorso: mi fu detto che queste bestie vengono dai paesi più orientali, e servono per montura e per carico; viaggiano con molta celerità e danno molto latte.
Trovansi in città pochi cani, e que' pochi che s'incontrano rassomigliano assai ai cani da pastore. Alla Mecca come in ogni altro paese musulmano, questi animali sono erranti, liberi e senza padrone. I gatti sono della specie medesima di quelli d'Europa, ma alquanto più piccoli.
Trovansi montoni di coda grossa assai alti meno però di quelli delle altre contrade meridionali. Vidi pure nel paese una specie di capre assai gentili di conveniente grandezza, che hanno corna lunghe più di ventiquattro pollici, e piccole vacche e buoi con brevi corna come quelli di Marocco.
Gl'insetti vi sono rari assai, e pochissimi ne potei raccogliere. Vidi un giorno uno scorpione nel grande cortile del tempio che camminava colla coda rivolta sul dorso: fu ucciso coi sassi, e quando, ferito, stese la coda, parvemi che avesse più di sei pollici di lunghezza.
Non ho mai altrove trovati topi così arditi come alla Mecca. Tenendo io il mio letto in terra, tutte le notti mi saltavano addosso, ed io guardavo la cosa con indifferenza perchè qualche colpo bastava a metterli in fuga: ma una notte che aveva applicato del balsamo di ginepro ad un mio domestico, benchè mi fossi ben pulite le mani con un drappo, l'odore chiamò i sorci intorno a me, che sul più bello del sonno mi diedero due forti morsicature alla mano destra, e mi risvegliarono sbigottito. Temendo d'essere stato morsicato da qualche animale velenoso vi applicai subito dell'alcali volatile: ma conobbi ben tosto ch'erano stati i sorci. Feci allora, ma inutilmente, sospendere il mio letto, perchè trovavano modo di entrarvi ancora, saltandovi dai mobili più vicini. Sono questi perfettamente uguali ai sorci domestici d'Europa.
Sonovi molte mosche comuni, pochissime delle più grosse. Le pulci e le cimici non eranvi frequenti, ma non si poteva andare al tempio senza imbrattarsi d'altri schifosi insetti.
Una cosa da me riguardata come un avanzo dell'antica opulenza della Mecca sono i ricchi tappeti e cuscini che trovansi nelle case. Siccome questi due oggetti erano i più comuni regali dei pellegrini, si andarono accumulando ogni anno nella città in maniera, che anche nelle più povere case vedonsi dei vecchi ricchissimi tappeti.