Eccellente è il porto di Demeg e ben chiuso da montagne che sembraronmi argillose, e si prolungano fino alla riva. Nel circondario vedonsi alcune piante, ma in piccola quantità. Ci si presentarono diversi Arabi ed Arabe per venderci dei montoni. Mi fu detto che questa gente è assai cattiva.

Martedì 5 fino all'8.

Si spiegarono le vele allo spuntare dell'alba, ma rinfrescatosi il vento assai si dovette dar fondo alle otto del mattino a Libeyot. Poco viaggio si fece anche i giorni 6, 7 e 8, in cui si rimase all'ancora presso ad una delle isole Naamàn, ossia degli Struzzi.

Sabato 9.

Alle quattro del mattino eravamo in mare. Alla calma tenne dietro ben tosto un vento contrario assai violento, che durò fino alle sette ore, dividendosi allora in molti fili paralleli, di modo che la flotta che formava un solo ordine, presentava il più singolare spettacolo; mentre un dao correva a piene vele, un altro rimaneva in perfetta calma, e così alternativamente sopra tutta la linea, benchè la distanza di un dao all'altro non fosse maggiore di dugento tese. Questo fenomeno durò quasi un'ora, quando fissatosi il vento all'O. N. O. si potè continuare il cammino. Poco dopo mezzo giorno si gettò l'ancora a Kalaat-el-Moïlah che è un alcassaba quadrato, che può avere cento tese di fronte con una torre ad ogni angolo, ed un'altra in mezzo ad ogni lato.

Entro l'alcassaba trovasi un cattivo villaggio con una moschea. L'acqua de' suoi pozzi è assai buona; e vi si trovano alcuni bestiami, polli, e piantagioni di palme fuori delle mura, ma il restante del paese non è che un arido deserto. Gli abitanti possedono alcuni pezzi di cannone che attestano l'antica loro indipendenza. Al nostro arrivo spiegarono bandiera rossa, e la nostra flotta fece lo stesso. Alcuni di loro vennero a visitare il nostro capitano, ma gli uomini di poche scialuppe smontate per cercare acqua e comperare commestibili ottennero con difficoltà di essere ammessi entro le mura; tanto sono essi diffidenti! Lagnansi costoro de' Wehhabiti, che li sottomisero, come gli altri popoli dell'Arabia, al loro dominio, ed al pagamento della decima; ma non entrò verun impiegato nel villaggio.

In questo luogo la costa forma una vasta baja, in fondo alla quale è situato l'Alcassaba. Vedevansi in questo giorno le montagne dell'Affrica, che d'ordinario le carte geografiche pongono lontane ottanta miglia da Kalaat-el-Moïlah, quantunque assai più vicine. La latitudine di questo Alcassaba dovrebb'essere di 17° 10′ 51″.

Domenica 10.

Si partì alle due del mattino con leggier vento, seguito da una perfetta calma, durante la quale avendo fatte nuove osservazioni che confermavano quella di jeri, non potei più dubitare dell'errore, di più di mezzo grado nella posizione che le carte danno a Kalaat-el-Moïlah. Osservai inoltre che le montagne vedute il giorno innanzi non appartengono altrimenti all'Affrica, come indicano le carte, ma alla terra di Tor, e fanno parte del capo Mohamed nell'Arabia.

L'isola Schram, ove ci trovavamo ancorati è posta all'imboccare del Bahar el-Aakaba, ossia seno del mar Rosso, che s'interna nell'Arabia.