Domenica 14 giugno.

Si partì al levar del sole; ed io non tardai a trovare gli amici usciti di città per incontrarmi. A due terzi della strada vidi Seïd Omar, capo degli sceriffi, primo personaggio del Cairo, accompagnato da molti grandi e dai dottori della città con venti Mamelucchi a cavallo, altrettanti soldati Arnauti a piedi, domestici ed Arabi armati. Ci abbracciammo con vera effusione di cuore, indi mi presentò un bellissimo cavallo bardato. Dopo esserci riposati all'ombra e preso il caffè, fui condotto a visitare un eremitaggio posto accanto al luogo in cui eravamo. Rimontati poi a cavallo si prese la strada del Cairo, accompagnati da Muley Selima, fratello dell'Imperatore di Marocco, ch'era pur venuto ad incontrarmi.

Strada facendo i Mamelucchi e gli Arabi a cavallo fecero delle corse, delle scaramuccie, e consumarono molta polvere in segno d'allegrezza; lo stesso venerabile vecchio Seïd Omar si compiacque di correre un Djerid, mettendo grida di gioja per celebrare il felice ritorno di Seïd Ali Bey.

Entrammo in città per la porta Bab-el-Fatag, che è di felice auspicio quando si torna dalla Mecca. Seïd-Omar mi condusse come in trionfo in mezzo ad affollato popolo che andava sempre crescendo per le strade e piazze principali del Cairo.

Finalmente arrivammo alla sua casa ove ci aspettava un magnifico pranzo, dopo il quale fui condotto nel mio appartamento. Seïd Omar mi mandò un altro cavallo ancor più bello del primo: ed in tal modo terminò questa festa ed il mio viaggio della Mecca. A Dio sia la lode e la gloria.

CAPITOLO XLIII.

Viaggio a Gerusalemme. — Belbèis. — Gaza. — Saffa. — Ramlè. — Scena dei due vecchi. — Ingresso in Gerusalemme.

Ripigliai il mio alloggio in casa dello scheih el Metlouti; ossia capo de' Mogrebini, ed in pari tempo Scheih della grande Moschea el-Azahar.

Gli abitanti del Cairo erano alquanto inquieti per lo sbarco che gli Inglesi avevano fatto ad Alessandria, e pei due attacchi di Rosetta, nei quali gli assalitori erano rimasti soccombenti, ed il Cairo era pieno di prigionieri inglesi. Rimasi in questa città diciannove giorni festeggiato da tutti gli amici. Finalmente il venerdì mattina 3 luglio 1807 presi la strada di Gerusalemme.

Ebbi partendo lo stesso accompagnamento del giorno che entrai in città fin presso ad Alberca ov'erasi radunata la carovana.