Domenica 12.
Si giunse alle sei ed un quarto del mattino presso ad Aarisch, e si fece alto in una macchia di palme. L'Aarish, è un alcassaba sul fare di quelli di Marocco, ed era stato dai Francesi rimesso in buono stato. Vi sono all'intorno alcune case abitate da circa duecento persone, pozzi di acqua di mediocre qualità, palme, e pochi erbaggi.
La mia ferita andava sempre di bene in meglio, e dava speranza di cicatrizzarsi senza suppurazione.
A mezzo giorno il termometro esposto al sole segnava 53° 7′ Reaumur, che equivale ai due terzi dal calore dell'acqua bollente, ed all'ombra 43° 5′.
Lunedì 13.
Alle due ore del mattino eravamo in cammino verso Levante. Non tardai a trovare alcune terre vegetali, poi terre lavorate, mandre di vacche, e di altri bestiami, benchè il terreno in generale fosse ancora arenoso. Dopo sette ore di cammino la carovana si riposò a poca distanza da un eremitaggio, ove si venera un santo detto Scheik Zonaïl. Vi si trova dell'acqua, ed all'interno alcuni Dovar, e piantagioni di palme. Alcuni abitanti ci vennero all'incontro per venderci delle angurie.
Alle undici ore e mezzo riprendemmo il cammino, e lasciando la strada maestra, attraversammo molte colline al S. E., il di cui suolo era a vicenda formato di terre vegetali e seminate, e di vasti tratti arenosi. Alle cinque della sera arrivammo a Khanjounes, borgata cinta di mura, e di giardini, in bella situazione, poco distante dal mare, e la prima popolazione della Siria da questa banda.
Martedì 14.
La carovana partita alle quattr'ore del mattino prendendo la direzione di N. E. in mezzo a terre parte sterili, e parte coltivate, attraversò alle sette ore il torrente el-Wadi-Gaza che non aveva acque; ad un'ora dopo entrò in Gaza, avendo così felicemente terminato il viaggio del deserto.
Gaza è una mediocre città vantaggiosamente fabbricata sopra un'altura, e circondata da molti giardini. Vi si contano presso a poco cinque mila abitanti. Le strade sono angustissime e le case quasi senza finestre. Il paese abbonda di pietre calcaree, o marmi grossolani di un bel bianco, che servono agli edificj di Gaza. I mercati sono assai ben provveduti di commestibili a discretissimi prezzi, il pane comune è piuttosto cattivo, ma se ne trova di buonissimo, ed eccellenti sono le carni, i pollami, gli erbaggi, i legumi e l'acqua. Vi sono molti cavalli, ma sembraronmi di cattiva razza, all'opposto dei muli che sono assai belli.