Il governatore, il kadì, e gli altri impiegati del governo sono tutti arabi del paese, e ne sono esclusi i turchi. Questa città dipende dal pascià di Damasco, che nomina il scheih el-bedel, ossia governatore, tra i naturali del paese, in conformità delle sue costituzioni.
Le mura sono circondate da un giro d'innumerabili cimiterj, che attestano la grande popolazione della città. Vedesi al mezzodì sopra una montagna isolata, che rassomiglia a quelle delle ruine d'Alessandria, una vasta antichissima fortezza con molte torri ma in gran parte ruinate.
Felice è la posizione della città, alquanto elevata, ariosa, e perciò salubre: onde meno degli altri paesi esposta ai danni della peste.
Conservansi ancora ad Homs una porta, alcuni tratti di muraglia, e due torri, rispettabili avanzi degli antichi Greci che l'abitavano.
Venerdì 4.
La carovana riprese il cammino alle due ore e mezzo del mattino, dirigendosi al nord, e lasciato da una banda il villaggio di Deàa et Teille entrò in Rastan alle sette ore.
Benchè generalmente non coltivato, il terreno scorso questo giorno è coperto di cespugli, e di pianticelle disseccate. Restan è un povero villaggio posto sull'orlo di uno spaventoso precipizio a piè del quale scorre il fiume Aassi, che veduto dall'alto non sembra molto largo. Fu già un tempo in cui questo villaggio dovette essere assai più considerabile che non lo è al presente, di che ne fanno prova molti rottami di colonne di marmo e gli enormi pezzi di granito, ormai ridotti all'ultimo grado di decomposizione. Fioriva forse all'epoca più gloriosa di Palmira? era forse una piazza di frontiera, come sembra indicarlo la sua posizione? Come deciderlo, se manca ogni memoria per appoggiare una qualunque congettura?
Prima di sera scesi in riva al fiume ov'era accampata la carovana. È questi tagliato da grandi dighe assai ben fatte, che servono a dar l'acqua ai mulini, e dalle quali l'acqua si precipita con molto fracasso.
Sabato 5.
A mezzanotte lasciando il fiume a destra, e salito il piano superiore, prendemmo la direzione al N.; indi fatta una dolce scesa, arrivammo alle cinque e un quarto del mattino nella città di Hama posta alle falde di una linea di basse colline, ed attraversata dall'Oronte. Hama è una ragguardevole città la di cui popolazione dovrebb'essere di circa centomila anime. Scende a guisa di anfiteatro dalla sommità delle colline che stanno alla destra dell'Oronte fino alla riva del fiume, e al di là del fiume risale sulla opposta montagna. Piacevolissima ne è la situazione, e tutto dimostra una città di primo ordine, sicchè rimasi estremamente sorpreso nel vedere una così bella e vasta città in luogo di una borgata come stando alle relazioni de' viaggiatori e de' geografi io credeva di trovare. Molte case sono tutte fatte di pietra, altre non di pietra che interiormente, e nella parte superiore di mattoni coperti di marmo bianco: diverse case dei sobborghi sono coronate di cupole come quelle dei sobborghi di Damasco.