All'estremità del portico per una specie di loggia si passa in altra camera contenente il sepolcro di Giuseppe, le cui ceneri furono trasportate dall'Egitto dal popolo d'Israele.
I sepolcri di questi patriarchi sono tutti coperti di ricchi tappeti di seta verde, magnificamente ricamati in oro: rossi egualmente ricamati sono quelli delle loro consorti, che il sultano di Costantinopoli manda di quando in quando. Io ne contai nove, uno sopra l'altro sul sepolcro di Abramo. Anche le pareti delle camere sono coperte di bei tappeti. Le grate delle finestre sono di ferro dorato, e le porte di legno coperte di piastre d'argento con serrature e catenacci dello stesso metallo. Si contano pel servigio del tempio più di cento tra impiegati e domestici; onde può agevolmente calcolarsi il numero delle elemosine che vi si debbono lasciare.
Terminata la visita ai sepolcri all'indomani 26 luglio allo spuntar del giorno ripigliai la Strada di Gerusalemme. A breve distanza da Ebron lasciai da un canto un eremitaggio sacro al profeta Jona; e mi fermai per fare colezione presso ad una bella sorgente; indi presi la strada di Betlemme, ove giunto alle dieci ore e mezzo del mattino, mi recai a dirittura al convento de' Cristiani ove si venera il luogo in cui nacque Gesù Cristo.
È questo convento fatto a guisa di rocca, e la sola porta che serve d'ingresso è tanto bassa, che convien piegare il corpo per entrarvi. Vi stanno circa venti monaci, europei, cattolici, greci, ed armeni; e quasi tutti gli abitanti di Betlemme sono cristiani. Scordava di dire che questa città posta sopra un monte conta circa cinquecento famiglie.
Gli abitanti che vivono in continuo sospetto de' musulmani, vedendoci arrivare a cavallo ed armati, si adombrarono, e molti erano già corsi alla porta del convento che trovarono chiusa; ma rassicurati del nostro contegno, picchiarono essi medesimi alla porta, che dopo molti discorsi ad alta ed a bassa voce con quelli che stavano al di dentro, ci fu alla fine aperta.
Introdotto in un angusto vestibolo oscuro, vi trovai molti uomini armati che avevano l'aria di corpo di guardia. Da questo vestibolo entrai in una vasta sala, il di cui palco è sostenuto da circa quaranta colonne di marmo alte quindici piedi, con basi e capitelli d'ordine corintio, comecchè il fusto abbia le proporzioni del dorico: sala comune dalla quale per diverse porte si passa ne' separati appartamenti de' monaci romani, greci, ed armeni.
Dopo esserci trattenuti alcun tempo in questo luogo, un monaco greco aprì la porta del suo appartamento, e ci fece entrare in una sala, alla di cui estremità scendesi per una scala in una specie di grotta, che è il luogo sacro della nascita di Cristo. Giunto nella grotta vidi una nicchia quasi semisferica nel vivo della rupe, nella quale, secondo mi assicurò il monaco che mi accompagnava, nacque Cristo; e fu deposto dalla Vergine nella mangiatoja, che è una specie di bacino di marmo; di fronte al quale fu innalzato un altare che ha un bel quadro rappresentante l'adorazione dei Magi. Ed il presepio, ed il luogo della nascita sono arricchiti di superbi addobbi, e di molte lampade di cristallo e d'argento; tra le quali ne vidi una in figura di cuore, contenente il cuore del divoto Antonio Camillo de Lellis, il di cui nome con bella iscrizione latina e l'anno 1700 è scolpito nella stessa lampada.
Sortendo dalla grotta il monaco greco mi condusse nella chiesa posta sopra alla grotta, che non ha cosa alcuna di molta importanza. Tutti i luoghi santi furono ampiamente descritti in tanti libri, che avrei potuto dispensarmi dal darne una nuova descrizione; ma ho creduto di farne un cenno in grazia di coloro che non ne avessero verun'altra alla mano.
Dopo aver ringraziato il buon monaco, e lasciategli prove della mia gratitudine, ripresi la strada di Gerusalemme ove arrivai poco dopo il mezzo giorno.
All'indomani, lunedì 27, scesi in fondo al torrente Cedron per una bella scala, alla metà della quale trovansi alla diritta i sepolcri di Gioachino e di Anna, ed in un'altra cavità a sinistra quello di Giuseppe sposo di Maria. In fondo alla scala entrasi in una chiesa greca, il di cui Sancta Sanctorum contiene il sepolcro della Vergine. Ascoltai in chiesa un armonioso coro di monaci, mentre il celebrante vestito de' sacri abiti restava nel santuario.