Quando s'alzò dalla tavola d'angolo ch'egli occupava presso la finestra, Bianca vide che trascinava penosamente la gamba destra e mentre i pochi altri commensali sollevavano il viso a osservarlo attentamente, ella abbassò gli occhi sopra un giornale, quasi per non ferirlo con quell'avido sguardo d'indagine che scruta un'infermità e che offende una tristezza.

Egli se ne andò solo verso il mare che palpitava sotto le prime ombre del crepuscolo settembrino e sedette sulla rotonda deserta con le braccia appoggiate alla balaustrata e il capo sopra le mani, intento a guardare la luna che sorgeva a fatica da un cumulo di nuvolette.

Bianca ne osservò passando il profilo schietto, leggermente aquilino, i capelli neri un po' buttati all'indietro e scompigliati dal vento marino che scoprivano la fronte diritta e gli facevano una testa romantica alla Jacopo Ortis. Ella ne sorrise fra sè passando e andò oltre; ma il mattino seguente, mentre si dirigeva alla rotonda col viso chino, intenta a girare con l'uncinetto intorno a un passamontagna di lana grigia che pareva un antico camaglio in maglia d'acciaio, lo ritrovò d'improvviso al medesimo posto e nella uguale posizione della sera innanzi, come s'egli vi avesse passata l'intera notte.

Il giovane la vide e chinò il capo scoperto a un cenno di saluto al quale ella rispose con grazia sorridente, sedendo presso di lui in una sedia a sdraio.

— Forse io disturbo la sua meditazione, — disse dopo un momento con un leggero rossore. E come egli scuoteva la testa un po' confuso, cercando senza trovarla qualche parola di protesta cortese, ella soggiunse: — Io vengo qui ogni mattina a lavorare per i miei soldati. Ho quindi su di lei un piccolo diritto di precedenza. Me lo concede?

— Senza dubbio, signora. Mi perdoni anzi questa involontaria usurpazione. Io non sono che un ozioso e posso anche andarmene a oziare altrove.

Egli tacque dopo aver pronunziato a stento queste parole, ansando come se avesse compiuto uno sforzo enorme e non potè neppure rispondere con un sorriso alla gaia risata con cui la giovane donna si dichiarò offesa e spaventata di tale minaccia. Sembrava comprenderla a mala pena e non rendersi pienamente conto del tono leggiero di quella conversazione, come se una lunga assenza dal mondo o una malattia grave avessero appesantito o depresso l'agilità del suo spirito.

Bianca ne fu a un certo punto così incuriosita che tentò una vaga ricerca:

— I suoi occhi sembrano quelli d'un convalescente, ma d'un convalescente che non abbia voglia di guarire.

Il giovane sospirò e chiuse gli occhi ma dopo un momento li riaperse tutti grandi verso il mare e senza guardarla disse: