che quello di guardarci ebbri d'amore,
ma disgiunti da un qualche aspro ritegno.
Così il male durò. Più tentatore
d'allora, a tratti, il tuo volto m'abbaglia.
Curiosità di te mi punge il cuore,
desiderio di te me lo attanaglia.
Mi dispiace il verso, retorico e convenzionale, che ho sottolineato; ma, nel rimanente, la passione convulsa è costretta dentro argini di tale granitica solidità, che i poeti, non le poetesse, son pregati d'imitare, se sanno. E così è tutto il resto; quando la protagonista legge l'ultima lettera d'amore:
Balenan lampi nelle ciglia chine
della lettrice, e quando un mal represso
desio irrompe in parole ebbre alla fine,