—Che c'è?

Il Beda giaceva colle pagine sfogliate e aperte contro il suolo, come un uccellaccio della notte caduto sopra una tomba: e il fattore mi diceva:

—Suo zio canonico di quest'ore non li toccava mai certi libroni.

—Ed è morto solo.

—Solissimo.

Cogli occhi sonnacchiosi io guardavo la stella sempre alta, fulgida, azzurrina: e la biblioteca mi pareva più triste, più fredda, più antica.

Oh i Magi non si fermeranno mai a un davanzale tanto deserto!

QUARESIMA.

Devoted in the stormiest hour. BYRON.

O da una bruna siepe d'ortaglia verso il bastione rompesse fuori un canto sonoro di gallo: o da due finestre umidiccie in tutta la facciata sonnolenta di un collegio di suore venisse trasodando un barlume di luce giallosa su un corso solitario; o sotto i pilastri di un foppone suburbano si raccosciasse pigramente la solita povereila del mattino, il fazzoletto a gronda sugli occhi, la polenta e il rosario nelle mani, a guardare la folla bianco-nera delle croci:—v'è chi di voi ha udito la prima voce della Quaresima? Chi ne ha indovinato gli sguardi? Chi se l'è veduta innanzi nella sua lercia e sconsolata figura?