10 febbraio.—Perchè non posso sognarle le mie illusioni?—Perchè sono artista?
19 febbraio. Anche tu, Lidia, dovevi sposarti in febbraio. Oggi si marita quella ragazza con cui ho passato più di un'ora gentile, là sui monti, dove tremavo di vederti.—È finita ogni mia speranza!
20 febbraio.—Da vari mesi trascuro i poveri, per darmi a un po' di studio…. A che studiare? Io non riuscirò. Ho sempre scritto pensando a qualche anima gentile…. Ed ora? Che deserto!
Mio Dio, Ti supplico, ginocchioni, gettato a terra Ti supplico, fammi morire!
Ho letto le memorie dell'anno scorso.—Mio Dio, fammi morire.
Risparmiami un altro anno di tormenti.
Trovo nel cassetto una memoria che mi diede Vittoria. Oh piango!—E devo scrivere pei musei e pelle biblioteche.
Ho lavorato cinque ore. Scendo. Trovo i confetti della sposa.
21 febbraio.—Perchè sono sì sconfortato?—Si muore così bene a trent'anni.
25 febbraio.—Ho lavorato tutto il giorno, come un somaro, come uno scolaretto. A chi dedico ora i miei pensieri?
26 febbraio.—Ho sentito le campane—solenni—di San Carlo suonare come in quelle sere in cui dopo la mia malattia nel 74 io passeggiavo solo nei giardini pubblici… O Lidia, come Ti amo ancora!