Oh suicidio!—È sera: è buio. Dispero.—Lidia, non potei resistere. Lessi una tua lettera a me: tu fai voti pel mio avvenire.—Sono scorsi due anni e Tu mi hai dimenticato!

27 febbraio.—Hanno finito di sorridere per me le fanciulle…. e non mi hanno mai sorriso.—Come vi voglio bene, o miei ferri vecchi, o povere armi, che fra tante tempeste mi avete dato occasione a un po' di svago! Le conosco tutte:—alcune mi rammentano delle date: quando Lidia mi scrisse: quando scrissi a Lei: quando ero disperato: quando ero consolato…—Avevo giurato di non aprire più queste memorie, di perdere la chiave di questo cassetto. Se potessi mutare camera, idee, abitudini, e pigliare un po' di speranza!

28 febbraio.—Povero mio cuore!… Sciocco! povera mia carne che nulla godesti, che avesti l'inferno nelle fibre e che sarai mangiata dai vermi! Povera giovinezza che sei passata, senza godimenti, senza voluttà, senza ubbriachezze!—E il mio inno a Dio?

3 marzo.—È primavera: è giovedì grasso, ho assistito in cimitero alla cremazione del prof. Goletti. Una donnina elegante e bella ciarlava. Gli uccelli sentivano l'amore.—Sono solo!—Stanotte ho vegliato penosamente. Mio Dio, darei tutto a' tuoi poveri, sacrificherei questa mostruosa passione per le cose antiche, mi rinnegherei, ma Tu dammi—per un'ora sola—il conforto sommo di appoggiare la mia testa sul seno di una donna che mi ami—che io ami!—Chi mi ha amato? È primavera: mi guardo nello specchio—come sono brutto io!

4 marzo.—Perchè questo sconforto? Perchè ti ho amato troppo. E Tu lo meritavi?—Cominciano i giorni delle indecisioni, dei dubbi, degli spossamenti.—Dammi l'oblio,—dammi anche l'imbecillita: ch'io non abbia più memoria.

5 marzo.—-S'io prendessi moglie avrei coraggio di distruggere queste annotazioni? Avrei coraggio di conservarle?—Non prenderò moglie.

6 marzo.—Un giornale, la Lombardia, parlando delle cose politiche, mi insulta. Che m'importa?—Ieri a sera ho accompagnato mia madre alla fiera di Porta Genova, ero felice d'averla con me. Oh sento come spenderei bene le mie premure con una donna!

La notte veglio penosamente. Sento un gran vuoto! Mio fratello ieri non si sentiva bene: ed io penso come sono cattivo con lui. Gli darò tutte le mie armi. Che mi resterà per un po' di svago? Le mie armi mi danno l'unico conforto: mi sento artista!

7 marzo.—Come sono melanconico, la mattina quando mi desto!—Come mi spavento pensando che il mio nome è lanciato al pubblico! Chiunque mascalzone avrà diritto di sindacare i miei atti della vita privata? Come mi spiacerebbe s'io divenissi ridicolo!—Chi mi insulterà? E rinuncierò io a quella soavissima e dolce pratica religiosa della eucarestia? ho sempre pensato a Te, Lidia.

Perchè non lavoro? Perchè l'unica mia gioia è il desiderare la morte? Qui nel mio studio sono tormentato da tutti i miei ricordi, da tanti rimorsi, da troppa sfiducia.