—Per avvisare i traditori—Ugo disse ad alta voce.
—Per Dio!
Allora, udendo questo, Ildebrandino prese a camminare lesto, in modo da giungere a pari di Ugo, e aggiunse:—Per avvisare i traditori e i traditi.
Ugo, il quale struggevasi nell'ardentissime battaglie dell'anima, e in quel momento più che mai sentiva amaro l'essersi ingozzata la vergogna di quel bando, udendo le parole d'Ildelbrandino e notandone il tono, fu lì lì per gridare ai cavalieri: —Qua la mano e giuriamo vendetta!—E sarebbe stato ascoltato. Egli conosceva Ildebrandino, come Ildebrandino conosceva lui: si salutavano cortesemente quando il raro caso portava che fossero insieme, ma ognuno pensava tra sè:—Se quel valente mi fosse allato!—e l'uno e l'altro nella sommessione al comune signore, trovava, anzichè una spinta ad amicarsi ed operare, un argomento penoso per starsi lontani, sospettando che quegli potesse dire di questi, e questi di quegli: —Perchè ha sopportata tuo padre?—Perchè hai sopportato, come un giumento, finora?—Adunque Ildebrandino fu soddisfatto di aver dato appicco a quella conoscenza che sperava doversi stringere e mutarsi nella sospirata congiura, giacchè di Ugo presagiva molto, sapendolo valoroso e bollente. Ed Ugo fu contentissimo di avere con sua volontà eccitate quelle parole, buon indizio di tempra inflessibile.
Si fecero l'uno appresso all'altro, e il loro esempio fu imitato dagli altri due baroni, messere Baldo e messere Aginaldo: quello un vecchio ringhioso e impaziente; questo un cavaliero poderoso, guerriero quando ci fossero petti da passare fuori, non importa se d'amici o di nemici, cacciatore di lupi audacissimo quando gli mancassero gli uomini.
Si avvicinarono Ildebrandino ed Ugo, e siccome Aimone stette per porsi dietro ad essi, Ildebrandino, cogliendo l'occasione di più chiarire il suo animo e applicando il motto che ci si guadagna ad accarezzare il cane per il padrone:—Scudiero—disse:—avete capegli bianchi e l'essere invecchiato presso messere Oldrado so quanto valga.
Ugo si drizzò tutto, e trovò di concludere così:—O Aimone, imparerai ad aprire i portoni delle castella. Aimone, non farti scrupolo: quando portavi a mio padre la lancia pel combattimento ti facevi forse di dietro? Metti conto che il viaggio può essere lungo. Ma noi ci incamminiamo. Messere Ildebrandino?
—Con la grazia d'Iddio—rispose questi.
—E con la nostra volontà.
E i due cavalieri sporsero simultaneamente la destra e se la strinsero.