—Voi dunque morite così?

—Solo i frati veggono i demoni, solo le donne veggono gli angioli.

—Le donne? Pensate che Imilda è scomunicata! Dice la pergamena: sarà levato il peso dell'anime appena ch'ella possa sposare un cristiano leale che faccia molta limosina.

—Imilda?—A quel nome Ildebrandino si tirò addosso la coltre col massimo rispetto: e comandò:—Lasciami, Oberto!… Mi manca la lena…. Non gettarmi nel pattume!

—Che bel momento per cercarvi la sposa! È venuto!…

—Lasciami!… Mia figlia non è qui?… Come si muore senza fede!—e il vecchio quasi pianse:—Imilda!… Nulla sentivo, nulla ricordavo più!

—Desiderereste che Imilda fosse qui?

—Tu la vuoi sposa?… Ma no!

—Imilda che dirà di suo padre, che tutti ci volle dannati! Dannati per lui che moriva! Imilda deve vivere.

—E volevo vivesse felice!—Ildebrandino era straziato in modo ineffabile: e pregava:—Dammi la mazza sul capo! No? Dio, fammi morire!… Morire?… Nella morte c'è un mistero che mi pesa! Sento adesso: no, no…! Oberto, lasciami: tristo, vituperato, ingratissimo….