I fuggitivi si rivolsero ancora. Valicato un torrente profondo e rabbiosissimo su un ponticello di legno, che Ugo aveva gittato un giorno dall'una all'altra dell'aspre rive, un unico troncone barcollante, Ugo e Imilda s'allontanavano più che potevano lentamente, tenendo alle alture di sinistra, inverso Francia! Oh la capanna presentava il lato più bruno, su cui s'appoggiava la stalletta di strame bigio e l'abbeveratoio muscoso: dinnanzi a quello, ed era il più caro perché aveva un balconcino di quattr'assi a buchi tondi, fatto apposta e apposta ornato di un prunello selvatico per la massaìna, c'era l'orto ricinto da tanti scheggioni ammucchiati…. Dalla stalletta chiusa, per la finestruccia, come prima, la capra sporgeva la testa…. S'udì ancora un belato….

Imilda, che seguiva Ugo alla lontana, colla testa chinata, stringendo la bambina, non resse più allo schianto del cuore, si arrestò, volse indietro la faccia, e chiamando:—Ugo! Ugo!—lamentò due volte:—Quella povera bestiuola pare la ci saluti!… Perché non l'abbiamo condotta con noi? Ella forse cerca la padroncina….

Ugo per tre passi finse di non intendere: quando udì il sospiro dì Imilda e un nuovo belato gemebondo, dovette fermarsi: e disse:—Quando troverà la casa vuota!

Incominciò Imilda con un dolce rimprovero, ma pure felicissima di sgroppare a lui colla parola il muto dolore di quei momenti:—Volgiamoci indietro!… Ugo, io credevo che tu la conducessi con noi, e perciò stamane non me ne ho preso pensiero… ma….

—Non la volle venire—rispose Ugo forse per iscusa.

—Perchè? Se è così obbediente! Se è la nostra amica da due anni! Con me, Ugo, la verrà: le mostrerò un poco di fieno nelle mie mani.

—Tu vuoi che noi torniamo ancora là? Oh, Imilda, risparmiaci il dolore!

Pensò Imilda un poco, e poi timidamente:—Ebbene ci andrò sola: tu attendimi qui.

—Lasciala!

—Poverina!