E l'uomo:—Fuggite, o cristiano, se avete lena! Fuggite! Non cercate di nessuno! Noi abbiamo fallato il cammino…. e ci siamo rassegnati a morire qui!

—Come? Che vi accadde?—ridomanda Ugo, già fiutando l'odore del combattimento. Ma con chi c'era guerra? perchè? Qual rumore era giunto agli alti picchi del suo nascondiglio?

E la donna:—Ah! voi siete di quelli scampati già da ieri e non sapete! Ben faceste. O Signore!—e col massimo affanno, ripiombando e facendosi segno di croce:—Oggi Alzor è alla Dora!

—Alzor?—meraviglia spaventosamente Ugo. Ugo sapeva che da tempo il padre gli aveva detto che quel Saracino era calato di Provenza per ghermire la lontana, lontanissìma Genova: poi i casi di Ugo e il rumore della guerra contro Adalberto avevano fatto tacere nelle valli ogni altra novella d'armi. In due anni, da due o tre boscaiuoli, romiti come lui che non varcavano le loro selve, Ugo aveva udito che Casale era minacciata, e suonava un gran nome di dimonio, Alzor: ma Casale era lontano, eh! Poi più nulla. Solamente il giorno prima, quando aveva passato celeremente il Chiusone, spinto da un sogno inquieto che aveva fatto, quando aveva chiesto:—C'è forse un signore potente, il quale abbisogni di braccia per apparecchiare le travi alle macchine di guerra?—aveva saputo che Adalberto s'armava. Aveva sfuggito ogni casa, pure aveva chiesto, tormentosamente simulando, ad alcuni valligiani le novelle della sua rocca e di quella di Imilda, ma, ingozzandole amare, nulla più aveva potuto né chiedere troppo attento, né ascoltare da quei disattenti. Solo per caso udì, sul piazzaletto di una tavernaccia, un ribaldo bandire una nuova taglia di sei in sei mesi sulla testa di Ugo, per comando di Oberto, promettendo i tre mucchietti d'oro di prammatica. La gente quasi rideva. Ugo? Andatelo a prendere! Dove sarà? Solo il banditore aveva detto:—Bonello ci penserà: sa tutto: domani Bonello giura che guadagna la taglia. Ai monti!—e tant'altre cose.—Ugo era fuggito, aveva rivalicato il Chiusone, s'arrampicava alla capanna. Adalberto s'armava ancora? Contro chi? Certo contro i vassalli ancora. Ugo nulla sapeva: quindi quasi domandò a se stesso:—Alzor? il saraceno? Come? Egli già qui?

E l'uomo alla cappelletta:—Mi difesi! Ho sette ferite! All'ultimo m'ebbi mozza la mano. Venni qui a seppellirla in luogo consacrato. Laggiù in oggi ogni misfatto è permesso: è divenuta terra di saracini la nostra. Perché siete fuggito voi, ieri, al momento del supremo pericolo?

E la donna:—Fuggite nella valle del Chiusone! Fuggite, se avete un bambino, e se quello è ancora vivo tra le vostre braccia. Io fui madre!

Ugo ridomanda:—Ma come?

E l'uomo:—Che giorno d'estrema ruina! Ma il sire di Saluzzo e quello di Susa resisteranno ancora! Io sarò con essi! Donna, lasciami! Io voglio essere con essi!

E la donna:—O Signore, perchè non mi avete uccisa insieme al mio bambino?

Ugo, ancora chiedendo:—Ma come?—e non avendo risposta da quegli impazzati dal dolore, che continuavano a crederlo un fuggitivo, Ugo muove il passo innanzi, dicendo:—V'è battaglia dunque?