[26]. Anch'essa, Vac' (la parola sacra), fu poi come Sarasvatî considerata quale generatrice. È sorprendente l'analogia di questa concezione vedica brâhmanica con la biblico-evangelica: la Bibbia ci dà le acque generatrici dello spirito divino; il Vangelo ci presenta come variante: In principio erat Verbum. La Vac' indiana e il Verbum o Logos hanno la stessa funzione e lo stesso carattere di produzione immediatamente secondaria a quella che si fa per mezzo delle acque.
[27]. Indische Studien, XIII, 135, 136.
[28]. Veggasi nella mia Mitologia zoologica il capitolo consacrato all'asino gardabha; la parola gardabha vale asino e profumo, per l'equivoco avvenuto tra le parole gandha e gardabha.
[29]. Cfr. Weber, Indische Studien, XIII, 133-138.
[30]. Cfr. Muir, Sanskrit Texts, V, 430.
[31]. Presso il primo libro del Mahâbhârata troviamo una gandharvî figlia di Surabhi, ossia il profumo e madre de' cavalli. L'arva è il cavallo come l'andante. Questa nozione leggendaria si fonda certamente sopra la etimologia della parola, e conferma intanto l'etimologia da noi proposta, onde gandharva varrebbe andante ne' profumi, come l'apsarâ sua sposa vale l'andante nelle acque.
[32]. Anno 1858.
[33]. Cigni che diventano fanciulle, e fanciulle che diventano cigni troviamo spesso nelle novelline popolari: cfr. la mia Mitologia zoologica.
[34]. Sanskrit Text, V, 403-406.
[35]. Così, alla radice var, «coprire, impedire,» corrisponde con lo stesso duplice valore una radice sanscrita dvar: cfr. il latino in-duere.