[46]. Cfr. il mio libretto: La vita ed i miracoli del Dio Indra nel Rigveda. Firenze, 1866.

[47]. Pubblicato nello scorso anno dal dotto bibliotecario Ceriani, coi relativi antichi disegni.

[48]. Scompongo: non upa mâ matir, ma upa mâ (a)matir. Indu che scorre verso Indra, abbiamo nel noto inno degli amori di Indra ed Apatâ; così più sotto leggo: hridâ (a)matim e non hridâ matim.

[49]. Fin dall'anno 1867, ne' miei studii Sulle Fonti vediche dell'Epopea e Sull'Epopea indiana ho tentato dimostrare, con gli esempi indiani, come le origini dell'epopea siano da ricercarsi nel cielo mitico.

[50]. Cfr. il bel Saggio di Michele Bréal: Sul mito di Ercole e Caco.

[51]. Cfr. il secondo capitolo del primo libro della mia Zoological Mythology.

[52]. Interpreto qui evidentemente il fine del disputato passo di Yâska, in modo diverso da quello seguìto dagli altri dotti interpreti miei predecessori. Il passo di Yâska suona così: Tayoh kâlah ûrdhvarâtrât prakâçibhâvasya anavisht'ambham anu; tamobhâgo hi madhyamo g'yotirbhâgah âdityah; tayoh kâlah sûryodayaparyantah. — Il Muir interpreta: «Their time is subsequent to midnight, whilst the manifestation of light is delayed (and ends with the rising of the sun). The dark portion (of this time) denotes the intermediate (god Indra?), the light portion Aditya (the Sun).» — E il prof. Goldstucker: «Their time is after the (latter) half of the night when the (space's) becoming light is resisted (by darkness); for the middlemost Açvin (between darkness and light) shares in darkness, whilst (the other) who is of a solar nature (âditya) shares in light.»

[53]. Ricuso evidentemente la sforzata interpretazione di Sâyana citata dal Dizionario Petropolitano.

[54]. Qui ancora mi allontano dall'interpretazione del Dizionario Petropolitano, per attenermi strettamente all'etimologia e all'analogia che vi dev'essere fra il moncherino e la mano d'oro; mentre non parmi naturale e logico che gli Açvin avessero a dare un figlio dalle mani d'oro ad una moglie, il cui marito è un eunuco impotente.

[55]. Cfr. Muir, Sanskrit Texts, IV e V vol.