[56]. Deposto nel ricchissimo suo lavoro, intitolato: Les premières civilisations, études d'histoire et d'archéologie, par François Lenormant, II vol. Paris, Maisonneuve, 1874. — Cfr. ancora dello stesso Autore La Magie chez les Chaldéens et les origines accadiennes: Paris, Maisonneuve, 1874, ove, ragionandosi ampiamente del Dio Ea accadico e del Dio Nuah caldeo-babilonese, si descrive l'acqua come fonte di tutta la generazione.

[57]. Cfr. la mia Zoological Mythology.

[58]. Nel secondo libro della Vita di Mosè.

[59]. «Delphinis tam acutus est visus, ut piscem etiam in caverna abditum cernant: Oppian. tanta celeritas ut plenam velo ventisque secundis iniectam navim, velocitate ab iis victam, Bellonii dederit observatio. Causam quidam in pinnas conjiciunt in pondus corporum nonnulli. Membrana inter cornua extensa velorum loco uti, Clariss. Baudartius existimat.» Joh. Johnstoni, Thaumatographia naturalis. Amstelodami, 1660, pag. 442.

[60]. Cfr. intorno al mito del cervo la mia Zoological mythology. London, Trübner, 1872.

[61]. Tugra è il nome di un demonio vedico combattuto da Indra; il padre Tugra precipita il figlio Bhug'yu nelle acque, e gli Açvin lo salvano. Nelle novelline russe il mostro-serpente piglia talora il nome di Tugarin. Non mi sembra improbabile che i due nomi, come le due figure mitiche, si corrispondano. — Nel trattato De Magia di Francesco Torreblanca da Cordova, Lione, 1678, pag. 341, leggo: «Legimus piscis hepar super prunas assum fugasse Asmodaeum, qui septem viros, Sarrae necarat, Tob. c. 6: Cordis eius particulam si super carbones imponas, fumus eius extricat omne genus daemoniorum.» Cristo, come piscis assus, fa lo stesso miracolo, ossia fuga il demonio, ossia fa il miracolo che il sole rinnova ogni mattina ed ogni primavera.

[62]. Zoological Mythology. London, Trübner, 1872.

[63]. Dubito che il latino Fidius, figlio di Giove, sia pure da richiamarsi qui etimologicamente. Varrone, presso Nonio, ci dice: «Domi ritus nostri, qui per Deum Fidium iurare vult prodire solet in compluvium.» Bhug'yu appare una forma equivalente di bhag'ya; Bhaga è il sole.

Cfr. il capitolo sopra i pesci nella mia Zoological Mythology.

[64]. Il Goethe espresse la credenza ionica e socratica in una bella strofa che l'Aufrecht ed il Muir hanno raccolta dalla sua Farbenlehre: